Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Festa grande per le vie di Rescaldina con la sfilata del Palio

Un paese colorato, fiorito, partecipato. Strade addobbate con fiocchi, bandiere e striscioni. Marciapiedi dipinti con i colori delle contrade. L'intero percorso della sfilata affollato da centinaia di persone, accorse anche dai paesi vicini. É una Rescaldina in festa quella che domenica 9 settembre ha accolto il primo degli appuntamenti del mese clou per il ritorno del Palio in paese dopo un lunghissimo periodo di assenza. 

Se nei mesi scorsi il Palio sportivo, la competizione "Tali e Quali" organizzata da Scondinzolares e le "Aiuole fiorite" erano state l'antipasto, infatti, da oggi il Palio serve in tavola le portate principali. Ed è un ritorno in grande stile quello "apparecchiato" dalle contrade, che hanno dato vita ad una giornata di divertimento e di comunità per tutto il paese, portando per le strade un corteo dedicato alla leggenda di Lupo da Limonta, lo scudiero fuggito dalla rocchetta di Rescaldina secondo la vicenda narrata da Tommaso Grossi nel romanzo storico "Marco Visconti".

Partite dal parcheggio di fronte alla scuola dell'infanzia Ferrario in via Gramsci, le quattro sorelle del Palio di Rescaldina hanno proseguito per via Gramsci fino a via Bossi, hanno percorso interamente quest'ultima strada, attraversato Piazza Chiesa, via Don Pozzi e via Matteotti e poi, dal sottopasso ferroviario, hanno fatto capolino in largo Amigazzi, per poi proseguire in via Marconi, via Alberto da Giussano, piazza Don Arioli e via Rusconi fino ad arrivare in oratorio. Ogni contrada, poi, ha animato il corteo nel proprio territorio con un momento di rievocazione del periodo di riferimento: la Torre si è esibita all'incrocio tra via Gramsci e via Bossi, la Croce in Piazza Chiesa, Ravello alla chiesa di Ravello e Rescalda in Piazza Don Arioli.

A decretare il "verdetto" finale - in attesa del weekend di fine settembre con giochi e tornei per grandi e piccini -, una giuria composta da cinque sindaci del territorio: Susanna Biondi da Busto Garolfo, Mirella Cerini da Castellanza, Marilena Vercesi da San Vittore Olona, Giuseppe Pignatiello da Castano Primo e Alessandro Barlocco da Villa Cortese. «É molto difficile esprimere un giudizio quando si affronta per la prima volta un'occasione così bella, così piacevole e non la si conosce - ha spiegato la prima cittadina sanvittorese a nome di tutta la giuria -. L'abbiamo vissuta passo passo e abbiamo assaportato in ogni dettaglio questa bellissima esperienza del Palio di Rescaldina e con grande fatica abbiamo stilato la classifica. I criteri su cui ci siamo basati sono l'abbigliamento e gli accessori che siano stati realizzati dalle persone e non noleggiati, il numero dei figuranti, l'esecuzione di un balletto o di una raffigurazione il più possibile aderente al periodo di riferimento, la location in cui ci si è soffermati per l'esibizione. E dopo un consulto difficilissimo, abbiamo stilato la classifica».

Classifica che ha confermato Rescalda in testa alla competizione: i biancorossi, infatti, si sono aggiudicati il primo posto, seguiti da Ravello, dalla Torre e dalla Croce. Ma a vincere, oggi, è stata prima di tutto Rescaldina. «La giornata ha portato a Rescaldina una festa che secondo me in paese non si era mai vista - commenta soddisfatto il primo cittadino Michele Cattaneo -. Ha partecipato tantissima gente, ma soprattutto non è stata una festa proposta da qualcuno ma una festa costruita da un sacco di persone. E tutte le persone che erano in strada oggi hanno fatto qualcosa per questa festa bellissima. Abbiamo avuto gli addobbi nelle strade, le persone che hanno recitato, i figuranti: tutte persone di Rescaldina che hanno voluto del bene alla loro contrada e al loro paese. Oggi abbiamo fatto vedere che tante parti fanno un corpo solo e una comunità sola: è stata davvero una festa di partecipazione».

(Leda Mocchetti)