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4 Novembre: assenti i politici e anche gli organizzatori?

Egregio Direttore, ho letto con molta attenzione i vari articoli in merito alle celebrazioni del 4 novembre Festa delle Forze Armate e dell’Unita Nazionale, istituita dopo la fine della 1^ Guerra Mondiale per celebrare la vittoria e l’unificazione fisica dell’Italia, ed in particolare i discorsi tenuti dagli oratori e sulla “tristezza” per la mancanza di politici collegati a partiti politici e movimenti civici . Io ho notato invece , come appare evidente dalla fotografia posta a corredo del Suo articolo, l’assenza di numerose bandiere delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e di associati alle stesse. Perché ?

Anziché cercare i colpevoli tra gli assenti cerchiamoli tra chi organizza e chi partecipa.

La ricorrenza del 4 novembre è la Festa delle Forze Armate ( Apolitiche ed Apartitiche) e dell’Unità Nazionale nonché delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma nei cui rispettivi statuti  viene sancito che sono  Apolitiche e Apartitiche.

Perchè dovrebbero partecipare politici ed Associazione sodali agli stessi?

Perché non si ritorna a celebrare tale ricorrenza nella effettiva giornata del 4 novembre in un unico sito ( rispettando anche i protocolli e le disposizioni in materia di uniformi) ed alla quale partecipino e parlino esclusivamente le Autorità Istituzionali ( Sindaco o chi per esso e il rappresentante delle Forze armate) ,   dando lettura del messaggio del Presidente della Repubblica ( Capo delle Forze Armate) come avviene in altre città (veggasi Roma, Milano, Como) e magari anche con una celebrazione religiosa dedicata?

La ricorrenza in questione non deve  essere una vetrina per pubblicizzare le proprie idee politiche nè i problemi locali di una Comunità.

La gente se vorrà, parteciperà e sarà un segno tangibile ( “non carpire l’attenzione fuori da un’altra celebrazione religiosa oppure a passeggio per il centro”) di vicinanza ed apprezzamento alle Forze Armate che non deve limitarsi solo nelle occasioni nelle quali le stesse prestano assistenza alla gente ( partecipazione alla sicurezza, in dipendenza di alluvioni , frane e/o terremoti) o  nel vantarsi che nell’Inno Nazionale vi è un richiamo locale.

Cordiali saluti

Gianni Degaudenz


Buongiorno direttore

A proposito del suo articolo questo è il panorama! 
Livello zero, anzi da mar Morto (-430 metri).
Durante la famigerata 1° Repubblica, avevamo persone di destra o di sinistra di uno spessore morale e culturale degno di nota.
Oggi siamo a spessori da carta velina, l'unico interesse è accaparrarsi un fetta di torta, piccola media, grande che sia.
Mi auguro sempre di essere contraddetto ma...
Sperem in ben!

Franco


(m.tajè) - Considerazioni che portano a tante riflessioni quelle del generale Degaudenz che sappiamo vicino ad Associarma (anche per la sua recente candidatura alla presidenza). Per evitare risposte superficiali, abbiamo chiesto alla stessa associazione informazioni sulle assenze segnalate. Nella manifestazione davanti alla sede di corso Italia, ci è stato spiegato, erano presenti tutti i rappresentanti d'arma e combattentische. In Municipio, probabilmente per una comunicazione pervenuta in maniera poco chiara e che annullava il tradizionale corteo verso la piazza, un paio di rappresentanze non si sono presentate.
Per quanto riguarda i nostri politici, invece, il rilievo non era dettato dalla necessità di una presenza tipo spot pubblicitario di se stessi oppure del partito/lista/comitato di cui fanno parte. La loro presenza avrebbe certificato piuttosto e soprattutto una concreta adesione allo spirito, ai valori, ai principi insiti nella celebrazione. Quei valori richiamati appunto dagli oratori (nel video qui sotto quello di Primo Minelli, presidente ANPI) perchè
"Legnano deve rialzarsi con i valori che hanno portato alla Unità del Paese". I politici, inoltre, prima di tutto sono cittadini e, manifestando il loro interesse per il bene comune, dovrebbero essere sempre un esempio positivo, sia in manifestazioni di carattere poltico che apolitico, ma profondamente civile.

Franco, lettore sempre attento alle nostre considerazioni, è il cittadino che manifesta il pensiero più vicino alla gente comune ["l'unico interesse (dei politici) è accaparrarsi un fetta di torta"]. Sapere che questa è la valutazione abbastanza generale dei legnanesi, in vista delle prossime elezioni, sorge spontanea la domanda: ma quanti sono i nostri concittadini convinti che dai nostri poltiici arriverà un vero cambiamento in città?