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La guerra è finita: ""Parlarsi e capire l'altro, unica ricetta per evitare certi passati"

Gentile direttore, vorrei riportare all’attenzione del suo pubblico una bellissima lettera in redazione scritta il 6 maggio dal signor Francesco Ruga. Questo perché a mio avviso non ha avuto il risalto che avrebbe meritato. "Parlarsi e capire l'altro, unica ricetta per evitare certi passati". Solo 406 letture per un testo che andrebbe discusso e approfondito in ogni casa e su tutti i giornali.

Il Signor Ruga centra alla perfezione uno dei grandi problemi di questo Paese che non riesce a staccarsi dal suo passato e, come conseguenza, fatica a prepararsi un futuro. Ancora dopo 74 anni abbiamo una guerra civile in corso, sottovalutata solo perché non si spara più. Una guerra di ideologie politiche contrapposte che più che essere di Politica attuale è fatta di strascichi di una guerra finita con una gestione assolutamente errata, o malriuscita, del periodo di Pace.

La Politica del dopoguerra non ha fatto nulla per ricreare un clima di convivenza tra le parti ma, applicando la logica del Divide et Impera, ha alimentato le spaccature ideologiche tra la popolazione. ogniuno di noi ha una sua storia, la storia della propria famiglia al tempo di guerra, che ha condizionato la nostra visione di quel periodo e il nostro approccio alla Politica.

La mia Storia è fatta di un nonno che non ho mai conosciuto. Un nonno in camicia nera morto inguerra, una nonna rimasta vedova con tre figli cresciuti nella povertà. Ci sono poi altre situazioni fatte difFamiglie che hanno subìto il Fascismo e che hanno trasmesso un altro modo di vedere la storia. Abbiamo sicuramente bisogno di ricordare il nostro passato ma non possiamo continuare a farlo così, sempre con odio e risentimento, se vogliamo veramente pensare di migliorare questo Paese e dare ai nostri giovani una speranza.

Lo spauracchio del nuovo Fascismo fa ancora parte di quella vecchia Politica che mira a racimolare voti impaurendo le persone, con l’anti-Fascismo si alimenta solo una divisione, si riaprono ferite che dovrebbero ormai essere guarite da tempo. L’anti-Fascismo ha senso solo se ci sono fascisti da combattere.

Le ultime elezioni europee ci hanno detto quanti sono pericolosi nemici della Libertà. Sono sufficienti le nostre Forze dell’Ordine, non c’è bisogno di anti-Fascismo militante anzi, molte volte fanno più disastri gli Anti dei Pro… Vogliamo fare la conta di quanti sono i Fascisti e i Partigiani veri, quelli che hanno vissuto il periodo e combattuto veramente? Sono rimasti talmente pochi che ha senso parlarne solo per il rispetto che dobbiamo a queste persone, tutte, per aver creduto in un ideale ed aver voluto sacrificarsi perché credevano in un’Italia migliore. Noi siamo solo dei cialtroni che parlano a vanvera di cose che non conoscono e che speculano sulla vita di quelli che forse sono stati gli ultimi veri uomini coraggiosi di questa Nazione. 

Nicola Cavallari