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"Al corteo per Carlo Borsani c'ero anch'io!"

Buonasera caro Direttore, non avrò la statura dello stimato professor Giancarlo Rastelli ma,nemmeno io, se ho qualcosa sul gozzo sono capace di trattenermi.

A proposito delle considerazioni da lui  espresse sulla commemorazione di Carlo Borsani, avrei qualcosa da aggiungere.

Diciamo subito che ho partecipato anch’io al corteo. Non faccio parte di nessun movimento o di nessuna organizzazione e quindi quello che dirò è solo a titolo personale.

Al professore non è piaciuto soprattutto il gran silenzio che l’ha fatta da padrone durante tutto il corteo.E’ meno male, dico io, visto che non stavamo andando ad una festa da ballo o a fare una bella bevuta all’osteria. E poi, per una volta tanto che un corteo, composto da facce truci e alcune “normali”, non va ad incasinarsi con slogan da censura o accenni di discutibile patriottismo, allora, dico sempre io, è proprio vero che in giro ci sono dei grandi incontentabili.

E poi, se al professore piaceva il chiasso, perché non è andato a seguire la manifestazione degli antagonisti, quelli che al grido “ Legnano odia i fascisti “ hanno certamente vivacizzato il pomeriggio legnanese?

Pensate un po’, se quegli slogan e quelle frasi da brividi, che grazie alla diretta di Legnano News  abbiamo potuto ascoltare, fossero uscite dal corteo della destra….

Lasciamo perdere ogni commento sulle “gioiose canzoni del Ventennio “ oppure  “ sui treni che arrivavano sempre in orario”, ognuno è libero di sbizzarrirsi come può. Sui migranti, invece di fare battute sul  “ senza fiato “ dei “ Fascisti del Terzo Millennio “, forse al professore converrebbe andare a tampinare quelli della sinistra che, dietro il paravento di una  falsa solidarietà, hanno  contribuito a creare nel paese un senso di insicurezza e di illegalità diffusa, grazie alle loro politiche di accoglienza.

Quanto al discorso finale mancante,immagino che, al contrario di quello che afferma il prof.Rastelli, chi partecipava al corteo conosceva benissimo l’operato di Carlo Borsani, una figura nobilissima che, nel furore della guerra civile, cercò sempre la riconciliazione tra gli italiani in lotta. Altrimenti,che senso avrebbe avuto partecipare ?

Per quanto mi riguarda, poi, mi guarderei  bene dal fare una classifica delle medaglie d’oro legnanesi. Anche se si tratta del partigiano Mauro Venegoni. Uomini come loro, meritano tutto il nostro rispetto e la nostra ammirazione. Ce ne fossero, come loro, adesso, ai giorni nostri !

Al professore piacciono le bandiere rosse e “ L’internazionale”. E poi, volete mettere la manifestazione del Primo Maggio, con la banda musicale e con la gente che parlava, discuteva, ripeteva gli slogan in un atmosfera di festa.

E,  c’erano anche i bambini.

Si, d’accordo, tutta un'altra cosa rispetto al corteo dei camerati, cupi e tristi nei loro pensieri.

Ma va bene così. Ognuno è libero di pensarla come vuole. Anche chi, secondo la cultura corrente, la libertà non sa nemmeno cos’è…

Cordialmente

Michele Consolmagno