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Luciano Guidi: "Chi governa la città è sul pezzo"

Caro direttore, ho letto, con calma, l'editoriale dell'associazione Polis, riproposto a voi con i relativi commenti e vien da dire semplificando che la "potentissima lobby" (come si legge) non abbia ancora metabolizzato la sconfitta elettorale dell'anno scorso.

Una sconfitta inaspettata da molti, perchè le convinzioni di aver seminato bene era nei loro pensieri e, invece, no! Basta un esempio fra i tanti, il famoso Bilancio Partecipativo che, nel corso del tempo, si è dissolto, evidenziando  il suo fallimento, frutto di uno sproporzionato impegno richiesto agli uffici comunali e il desiderio di soddisfare tutti con una esasperata esposizione mediatica.

Si legge ancora nell'editoriale la dichiarata e dubbiosa convinzione che esistano a Legnano piccoli o grandi "Fratello" che silenzionano il dibattito politico e che, per interesse, "i leoni da tastiera" sono spariti, dopo aver compiuto il loro lavoro "con una volontà denigratoria lucidamente programmata". Ciò , a mio modesto avviso, è la cartina tornasole di quella cultura del sospetto che li accompagna. Questa supposta superiorità morale mina dall'interno ogni iniziativa di gruppi o movimenti che dichiarano di essere vicino al mondo cattolico e quindi di rappresentarlo.

E' un grosso macigno culturale che confonde fede-religione e azione politica, dividendo il mondo cattolico stesso. Anche in questi giorni studiosi autorevoli commentano le "uscite giornalistiche" di autorevoli mezzi di informazione cattolica che fanno emergere segni negativi e controproducenti alle ragioni che la Chiesa è chiamata ogni giorno a seminare per una fede cristiana, autentica ed evangelica.

Mi fermo nel commentare, perchè sicuramente le informazioni sono abbondanti su argomenti che dovrebbero spingere il mondo cattolico a un vero esame di coscienza, questo sì necessario! 

Per concludere, torno su Legnano. Chi è chiamato ad amministrare questa città, come si dice, è sul pezzo, perchè decide e assume le relative responsabilità .Aggiungo che la pia illusione di accontentare tutti porta all'immobilismo e a un finto dialogo tra le parti: è il dialogo degli ex! E' la politica del rinvio  "si, ma...", è la politica di questa minoranza legnanese che pensa di essere la maggioranza e, spesso, personalizza gli eventi, sbagliando!

La dignità politica amministrativa prevede anche la possibilità di avere pareri diversi e quindi decisioni che possono non essere condivise. Tutto ciò non è autoritarismo nè un insulto alla democrazia.

Luciano Guidi