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Il territorio ricorda Tettamanzi, "pastore tra i più amabili e amati"

Diversi i pensieri giunti in redazione per ricordare il cardinale Dionigi Tettamanzi. Li pubblichiamo qui di seguito


Tettamanzi lo ordinò diacono e presbitero e il loro legame proseguì con scambi sulla teologia. Don Samuele Pinna, sacerdote originario di Cerro Maggiore e ora in servizio alla Parrocchia dei Santi Martiri Nereo e Achilleo di Milano, ripercorre in una lettera i momenti condivisi con l'arcivescovo emerito. 

«Il cardinale Dionigi Tettamanzi è morto serenamente», questo l’incipit del comunicato dell’Arcidiocesi di Milano che ne dà notizia. Ero costantemente aggiornato sul suo stato di salute grazie ad amici comuni a lui molto vicini. Quel “serenamente”, pertanto, mi pare essere la sintesi non solo del suo ultimo periodo, in cui è stato custodito con amorevoli cure, ma anche del suo ministero sacerdotale ed episcopale. Ha affrontato, infatti, le inevitabili “fatiche” sempre con gaudium et pax, divenendo un pastore – come ha dichiarato papa Francesco – tra i più «amabili e amati». Il mio ricordo di lui è vivido anche a motivo della mia vita vocazionale e sacerdotale, che si è intrecciata costantemente con la sua a partire dal 2002 quando io ho fatto il mio ingresso in Seminario e lui nella diocesi ambrosiana in qualità di vescovo. Negli anni successivi, sarà ancora lui a consacrarmi, mediante il sacramento dell’Ordine, prima diacono e poi presbitero, venendo a creare un legame spirituale profondo che nulla può spezzare. Sotto il suo episcopato per me, poi, la proposta di continuare gli studi che, in seguito, il cardinale Angelo Scola confermerà. Tettamanzi mi dimostrerà, in una lettera (del 16.10.2013), tutta la sua «gioia» per questa scelta di continuità. Nel 2011 mentre stavo per concludere la mia specializzazione in dogmatica, dove ho conseguito la Licenza in teologia, è comunicata la notizia che il Papa ha accettato, dopo due anni di proroghe, le sue dimissioni. È in questo periodo che, lungi dal concludersi il mio legame con lui, in un certo senso, invece, si approfondisce. Innanzi tutto perché i nostri colloqui, nonostante non fossero mai stati formali neppure quando era Arcivescovo, sono – nell’incantevole contesto di Villa Sacro Cuore – dettati da una gentilezza e attenzione ancora più spiccate. Inizia, inoltre, una collaborazione intellettuale, che farà dire una volta al Cardinale – con mia grande commozione –: «ma tu sei un teologo di razza!». Tettamanzi, infatti, offrì a me e a Davide Riserbato (entrambi curatori) uno straordinario contributo per il libro in onore di Giacomo Biffi (Ubi fides ibi libertas, Cantagalli 2016), trattando del tema non facile dello Spirito Santo. Ci consegnò anche un altro articolo sul pensiero di Tommaso d’Aquino in vista della miscellanea in ricordo di Antonio Margaritti, sacerdote cremasco suo amico (Fenomeno & fondamento. Ricerca dell’Assoluto, Libreria Editrice Vaticana 2017), che purtroppo non ha potuto rileggere dopo la pubblicazione, perché già provato dalla malattia.

Nella nostra fitta corrispondenza, con la sua grafia elegante e minuta, mi ha scritto una volta: «Sono convinto che una seria teologia può e deve diventare l’anima della vita spirituale e dell’azione pastorale, così come dev’essere lo sviluppo naturale dell’ordinazione presbiterale» (lettera del 16.10.2013). Credo che non sia solo un “saggio” consiglio, ma soprattutto parole vere e un programma di vita: il mistero di Dio che si approfondisce permette di avvicinarsi a Lui, così da riportare un poco di quell’esperienza “mistica” nella quotidianità delle scelte che devono essere dirette al Bene. Contemplata aliis tradere, diceva il più grande teologo della Chiesa, san Tommaso.

Del Cardinale vorrei, infine, ricordare il suo stare con “tutti” in modo davvero amabile (facendo capire all’interlocutore che in quel momento c’era “solo” lui) e la sua attenzione verso “ciascuno” (colpiva la sua memoria formidabile che gli permetteva di riconoscere le persone dopo averle viste – e quante ne incontrava! – anche una sola volta). Studioso, pastore e uomo di Dio, il cardinale Dionigi Tettamanzi ha servito il Suo Signore con fedeltà e ha consumato tutto se stesso per la Chiesa. Serenamente.

Don Samuele Pinna


L' Associazione Medici Legnano ricorda il Cardinale Tettamanzi nella sua visita a Legnano nel 2006 per celebrare la Pasqua del Medico e si unisce al cordoglio unanime per la sua dipartita.


Ci lascia una guida e un punto di riferimento morale e civile di laici e credenti. Vicino agli ultimi e a tanti lavoratori in difficoltà, di lui ricordiamo l’attenzione e l’impegno profuso a fianco dei sindacati nella soluzione di molte situazioni difficili e di complicate vertenze.
La segreteria della Cgil