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Operaio troppo lento? Può scattare il licenziamento

«PIù di 3.5 ore di tempo per eseguire una lavorazione che un operaio con esperienza analoga avrebbe eseguito in poco più di mezz'ora»: la "lentezza" è costata il licenziamento - confermato dalla sezione Lavoro del Palazzaccio - ad un operaio genovese.

La vicenda è finita tra le aule di Piazza Cavour dopo che il licenziamento comminato dall'azienda era già stato confermato tanto in primo grado quanto in appello dai giudici della Superba, anche alla luce della recidiva del dipendente, «già destinatario di tre precedenti provvedimenti disciplinari di sospensione».

E gli Ermellini non hanno cambiato le sorti dell'operaio: la Suprema Corte, infatti, ha confermato la tesi della Corte d'Appello che aveva sottolineato l'«impossibilità di comprendere tra i controlli a distanza l'uso di un lettore ottico e di un codice a barre», confermando la legittimità dell'«installazione di impianti ed apparecchiature di controllo poste per esigenze organizzative e produttive o a tutela del patrimonio aziendale dalle quali non derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività lavorativa né risulti in alcun modo compromessa la dignità e riservatezza dei lavoratori».


Con l'appuntamento odierno Law and News saluta i suoi lettori. Il "viaggio" di LegnanoNews tra i Palazzi di Giustizia italiani torna a settembre.

Buone vacanze a tutti!

(Leda Mocchetti)