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"Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno": Petrarca e l'Amore

Riprende la rubrica di poesia di LegnanoNews, uno spazio per apprezzare la bellezza dell'arte delle parole e scoprire alcune curiosità sui più grandi autori della letteratura. Torniamo con una poesia d'amore, in perfetto tempismo per San Valentino. 


Italia, XIV secolo. Alla penna troviamo Francesco Petrarca, uno dei più grandi poeti italiani - e non solo - di sempre. Petrarca è un poeta affermato. Già i contemporanei ne riconoscevano il valore. Un valore che però, lui in primis, vedeva legato alle sue opere in latino, da noi oggi quasi dimenticate, e che poco riguardava il suo capolavoro: il Canzoniere, o come da lui intitolato "Rerum vulgarium fragmenta", "frammenti di cose scritte in volgare". Ed è proprio in questa raccolta di 366 componimenti che raccontano il suo amore per Laura (Laura la donna, Laura la poesia, Laura la bellezza), il pentimento e la Fede, che troviamo il sonetto "Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno".

Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
e la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto,
e 'l bel paese, e 'l loco ov'io fui giunto
da' duo begli occhi che legato m'hanno;

e benedetto il primo dolce affanno
ch'i'ebbi ad esser con Amor congiunto,
e l'arco, e le saette ond'i' fui punto,
e le piaghe che 'nfin al cor mi vanno.

Benedette le voci tante ch'io
chiamando il nome de mia donna ho sparte,
e i sospiri, e le lagrime, e 'l desio;

e benedette sian tutte le carte
ov'io fama l'acquisto, e 'l pensier mio,
ch'è sol di lei, sì ch'altra non v'ha parte.

Francesco Petrarca

(Chiara Lazzati)