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Giovani a lezione di Europa, pienone per la serata di "Area Giovani"

Il futuro dell'Europa al centro della serata organizzata da "Area Giovani" al cinema di via Dante di Castellanza, pieno per l'occasione. Un evento pensato per preparare alle elezioni europee del 26 maggio «senza slogan», come ha sottolineato il vicario episcopale Don Luca Raimondi, e informare sul ruolo dell'Unione Europea e le sue Istituzioni.

[pubblicità] Assolutamente scorretto secondo Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, identificare l’Europa come il “colpevole perfetto” di tutti i mali attuali, «un concetto - ha spiegato - nato dalla retorica populista ma che è progressivamente in via di abbandono: questa è una novità positiva e questa sera siamo qui per mostrare tutti i lati positivi dell'Europa». La cui storia, dal Manifesto di Ventotene del 1941 fino al Trattato di Maastricht del 1993, é stata ripercorsa da Anna Maria Tarantola, presidente RAI dal 2012 al 2015 e vicepresidente generale della Banca d'Italia dal 2009 al 2012 dell’Unione Europea, ricordandone i pilastri fondamentali: pace e sviluppo sostenibile. 

A ribadire l’importanza dei principi di solidarietà e sussidiarietà alla base dell’Unione Europea, è stato il giornalista e corrispondente dell'agenzia stampa SIR da Bruxelles, Gianni Borsa«L’Unione Europea - ha spiegato Borsa - funziona grazie alla sinergia tra Stati e alla cessione di un po’ di sovranità da parte dei singoli Paesi membri. Questo non significa che gli Stati perdono la sovranità individuale ma che la mettono in compartecipazione con quella degli altri, in vista di un obiettivo comune, ovvero la stabilità europea».

Ha poi concluso la serata l’intervento di Don Walter Magnoni, responsabile del Servizio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Milano, che ha citato Papa Francesco: «Una delle malattie che vedo tra le più diffuse in Europa oggi, è la solitudine di chi è privo di legame». Magnoni ha poi lanciato una sfida culturale e di mentalità: «l’Europa di oggi sta invecchiando: non dobbiamo più permettere che questo accada».  

(Federica Pontremoli)

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