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San Giorgio, "Per Aspera ad Astra" riempie la sala consiliare

Sabato 16 marzo la sala consiliare Giacomo Bassi di San Giorgio su Legnano ha ospitato l’incontro aperto "Per Aspera ad Astra - Le donne sangiorgesi raccontano".

Numerosi gli abbracci e le lacrime di commozione tra persone che da tempo non si incontravano. Un applauso caloroso ha salutato la presenza di Rino Pastori, memoria storica di San Giorgio su Legnano, fonte orale ad alto tasso di attendibilità ed esperto del nostro dialetto, parlato e scritto.

Si è percorsa, poi, una lunga galleria con tredici ritratti di donne nate negli anni '20 del secolo scorso. Le loro testimonianze sono state raccontate, in un crescendo di ricordi e di emozioni, dalla voce di otto lettrici che in particolare hanno fatto riferimento ad esperienze ed episodi accaduti durante il ventennio fascista e nel corso della seconda guerra mondiale. Testimonianze riportate fedelmente come sono state raccontate o addirittura scritte di pugno dalle splendide signore sangiorgesi.

Nitide istantanee raffiguranti oggetti e scene di vita quotidiana e immagini di San Giorgio di quel periodo storico hanno completato i racconti, fornendo ai presenti più giovani esperienze di vita vissuta e la conoscenza di come si viveva in quel periodo, caratterizzato da ristrettezze, paure e miserie. Le persone meno giovani, dal canto loro, hanno alimentato i ricordi tornando indietro nel tempo.

Il primo ritratto relativo a Tanina, fra le varie testimonianze, ha raccontato la piazza dei primi anni '30 descrivendola a 360° con le abitazioni, gli esercizi commerciali, la bella ed elegante Chiesa Parrocchiale, con i suoi abitanti, i commercianti e le figure caratteristiche. Era il cuore e l’anima del piccolo centro abitato, punto vitale e animato a tutte le ore del giorno. Notevoli cambiamenti avvennero nel giugno del '40 con la dichiarazione di guerra e, soprattutto, in seguito, all’annuncio dell’armistizio nel settembre del '43. La piazza perse la sua vitalità. Le crescenti difficoltà economiche resero precarie le vite familiari e ognuno tirava avanti come poteva, fra stenti e sacrifici. Inoltre, l’introduzione delle norme per l’oscuramento e per il coprifuoco fecero calare sulla piazza fin dalle prime ore serali un buio totale e in giro non c’era più anima viva. Solo dopo il 25 aprile del '45, al termine delle ostilità, gli abitanti della piazza ripresero una nuova vita fatta di ricostruzione e di ricerca del benessere.

Di seguito sono stati introdotti i profili, ricchi di aneddoti e di episodi, di Rosa e di Cornelia, due donne accomunate dalla privazione di un affetto che stava per nascere poiché a causa dello scoppio del secondo conflitto mondiale hanno visto partire l’uomo che sarebbe diventato il loro marito. 

Sono stati proposti poi tre racconti caratterizzati da un crescendo di violenze: Suor Antonietta ha subito una multa da parte dei gerarchi fascisti e ciò l’ha indotta a cambiare radicalmente le sue convinzioni politiche; Luigia Rossi è stata vittima di un colpo sparato dalla Milizia Ferroviaria mentre infilava fra i capelli bigodini di carta, fortunatamente il proiettile non l’ha colpita, ma ha trapassato il muro della camera; Rita ancora nubile, è stata scelta dai militari tedeschi per essere deportata in Germania, a lavorare nelle fabbriche tedesche, Solo l’intervento del Cardinale Shuster con la preparazione dei documenti matrimoniali ha consentito lo sposalizio senza le consuete pubblicazioni della ragazza scongiurando così la sua deportazione.

Successivamente sono state presentate due vicende in cui le donne, per affetto o per vicinanza ideologica hanno protetto nel primo caso un disertore e nel secondo il figlio ”sbandato” e un partigiano.

Quindi sono stati letti gli episodi di Enrica e Ambrogina, due donne che, di fronte a situazioni di pericolo, hanno saputo reagire con prontezza di spirito.

Gli ultimi tre profili, quelli di Ersilia, Mariuccia e Luigia Rossi, tra le varie circostanze hanno evidenziato il dramma dei bombardamenti e le loro diverse reazioni date a queste situazioni di pericolo.

Non sono mancati momenti dedicati alla musica. Martina Iacometti, inserendosi tra un ritratto e l’altro, con le note del suo violoncello ha allietato la platea.

L’evento ha decretato un vero e proprio successo in termini di partecipazione e coinvolgimento, la sala consiliare era gremita, con gente che ha dovuto assistere alle letture rimanendo in piedi.

Il ringraziamento più sentito va alle donne nate negli anni '20 che generosamente hanno donato a tutti noi il bene prezioso della memoria. Senza dimenticare un grazie di cuore alle lettrici: Maria Rosa che ha letto il profilo della zia, Vitalina, Zoe, Marta, Lucrezia, Maria Angela, Giuliana che ha letto il profilo della nonna, l'altra Maria Rosa che ha letto il racconto della mamma, la stessa Andreina che ha intervistato la maggior parte delle signore e che ha organizzato le letture.

Entusiasta anche il sindaco Cecchin: «Mai vista la sala consiliare così piena! I racconti della memoria delle nostre donne hanno permesso di rivivere un pezzo di storia di San Giorgio oramai quasi dimenticata da tanti, ma fortunatamente non da tutti».

Altre cittadine e cittadini hanno commentato il lavoro proposto. «Grande emozione - ha commentato Renzo -! Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno lavorato per renderci partecipi di una parte della nostra storia e memoria che rischiava di andare perduta per sempre». «I racconti sono stati interessanti e toccanti - ha sottolineato Angela - e la partecipazione davvero numerosa. Non sono nativa di S. Giorgio e mi ha fatto piacere scoprire cortili, vie e altro che non conoscevo». «Grazie a tutte le persone che hanno collaborato per rendere un pomeriggio da non dimenticare», ha concluso Margherita.

Andreina Mezzenzana 

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