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"La casa di famiglia": come un affare può cambiarti la vita

Alex: allegro, loquace, sempre positivo in qualsiasi circostanza; Oreste: padre attento e premuroso, musicista sognatore e malinconico che rifiuta uno stabile posto di lavoro per non tradire la sua fede nella musica, alla quale vuole dedicarsi a tempo pieno e il gemello Giacinto, completamente opposto al fratello: pragmatico, risoluto e grande uomo d’affari. Infine Fanny, la sorella minore, accorta e premurosa, cerca di sempre di mediare tra i litigi dei fratelli. Questi, i quattro protagonisti della commedia “La casa di famiglia”, diretta da Augusto Fornari, portata in scena sabato 23 febbraio al Teatro Tirinnanzi Città di Legnano. Il cast composto da volti noti del televisione italiana: Luca Angeletti, Simone Montedoro, Toni Fornari, Laura Ruocco, Augusto Fornari, Roberto Mantovani.

I quattro fratelli, completamente diversi caratterialmente, e talvolta in lite fra loro, si trovano a dover di nuovo avere a che fare l’un l’altro, a causa di un affare proposto da Alex, che insieme a Oreste, ha sempre costantemente bisogno di soldi e molto spesso sono gli altri fratelli ad aiutare economicamente i due. La casa di famiglia, dove i quattro hanno trascorso la loro infanzia, ormai vuota da cinque anni, a causa di una prolungata degenza in ospedale del padre in coma, viene richiesta dal vicino di casa, un tale notaio Scarcelli, che intende acquistare la casa pagandola il doppio del suo valore effettivo. La proposta viene immediatamente discussa dai fratelli, che hanno opinioni discordanti sulla vendita della casa: Alex e Oreste, mossi da un forte bisogno economico, desiderano assolutamente accettare la proposta del notaio, mentre Giacinto non si sente di cedere la proprietà che appartiene ancora a loro padre, per il valore affettivo che lo lega a quell’ambiente familiare.

Così, tra equivoci, accordi e ritrattazioni, nello sgomberare insieme la casa preparandola alla vendita, riaffiorano i ricordi dei fratelli legati alla loro infanzia, che suscitano in loro lo spirito di “squadra” perduto dal momento che crescendo ognuno ha intrapreso la propria strada. Colpo di scena inaspettato, poi, il risveglio del padre dal coma, dopo cinque anni in ospedale. I fratelli a questo punto si trovano a dover far fronte al problema di spiegare al padre la decisione presa riguardo la casa. Ancor più inaspettata la loro reazione quando scoprono la volontà del padre di vendere la casa, perché troppo ricca di ricordi che appartengono a momenti ormai passati e lontani, cioè quelli in cui ancora viveva con lui la moglie, scomparsa da tempo. Un lieto fine, quindi, per i quattro fratelli, che hanno perso la casa ma si sono ritrovati come famiglia.

(Federica Pontremoli)

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