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Mostra antologica di Michela Malandrin

Le visualizzazioni artistiche di Michela Malandrin, aprono ad un orizzonte nascosto, intimo e finemente intrigante, delle nostre identità. La pelle nelle sue diverse facce e sfaccettature, anche le più ravvicinate od inaspettate, finanche conturbanti, diviene lo spettacolo dei nostri vissuti, lo specchio riflettente dei nostri più reconditi e maieutici antri esistenziali.  In qualità di frontiera dell'io fisico ed interiore nei confronti dello spazio umano e sociale, il corpo-fisicità, e quindi appunto la pelle come suo connotato emblematico, diviene il palcoscenico della comunicazione.

Fin dagli inizi della sua formazione, l'artista sceglie di calarsi nel mondo della mimesi più veritiera,  della figurazione realista al più alto grado di dettaglio e perfezione, seguitando nella secolare tradizione del naturalismo lombardo che da Caravaggio in poi sembra essere un marchio ineludibiledi tanti nostri pittori.

La Malandrin porta davanti ai nostri occhi delle figure in tutta la propria definizione esteriore, per poi rivelarne un aspetto interiore e ulteriore. Le sue tavole da subito introducono ad una conoscenza che è al contempo privata, in quanto intima sensazione del personaggio raffigurato da parte di ciscun osservatore, ma anche collettiva, come evocazione e risuono di un arcano, ancestrale substrato di energie e moti che si agita nella tela e che tutti riunisce.

Di fronte all' opera, ecco dunque scattare dapprima la trappola del visivo, la capacità dell'artista di restituire la pelle del fenomenico, donandoci immagini di volti e scenari naturali di croccante persuasione. Nel tempo, questa resa mimetica, sfrutterà sempre più la duttilità pittorica dei pigmenti ad olio in un crescente illusionismo e studiate presentazioni che colgono e restituiscono l'attimo prescelto in una magica temporalità sospesa.

Dopo l'emozione dello spettacolo del reale, veniamo pervasi da una suggestione latente, che agisce e si configura su un'identità che sentiamo primaria e primordiale rispetto a ciò che vediamo raffigurato e che arriva a spiegarci secondo la nostra sensibilità ed intuizione.

In questo attraversare la pelle e spingersi comunque al di là, può far capolino anche l'altra nostra autenticità, il nostro lato oscuro, il nostro essere ombra, il nostro viaggio nei territori dell'inconscio e delle pulsioni più profonde della vita e della morte.

Dunque, la proposta di Michela va ad abitare il mondo, si spinge con forza al di là della convenzionale offerta di pittura per divenire un'opera completa, che si nutre del contatto ed emozione dello spettatore per costruire un palcoscenico attivo delle loro presenze.

La mostra, dal titolo "La pelle del vero - identità e presenze nell'arte di Michela Malandrin" sarà allestita alla Torre Colombera a Gorla Maggiore, via Canton Lombardo 4. Apertura e inaugurazione sabato 28 ottobre alle 17. La mostra resterà aperta dal 28 ottobre al 19 novembre. 

Aperture: giovedì dalle 16 alle 18, sabato dalle 15.30 alle 18.30, domenica dalle 10 alle 11.30 e dalle 15.30 alle 18.30. Aperta l'1 novembre dalle 15.30 alle 18.30.

Giorgio Fedeli

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