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Una politica così "avvelenata" dove mai ci porterà?

Una politica così "avvelenata" dove mai ci porterà?

E' una domanda ricorrente in questi giorni di crisi comunale. Una crisi non solo di natura politica, ma anche sociale. Perchè, quando si parla di amministrazione locale in difficoltà, si parla inevitabilmente di noi, noi cittadini che, per primi, veniamo messi direttamente in uno stato di disagio.

A Legnano, ci saranno vincitori e vinti. Quando il prefetto prenderà la decisione sul sindaco rimasto senza maggioranza, qualcuno si sentirà investito del successo, qualcun altro avrà di che sentirsi sconfitto. Ma, comunque vada, la città ne uscirà ferita.

   La politica in questo conflitto istituzionale si è incattivita oltre ogni limite del comune buon senso. Non c'è più un confronto sereno e costruttivo. Chi potrà mai dire un domani di essere stato corretto fino in fondo nel suo comportamento? 

Noi torniamo sempre al punto di partenza. A Legnano, stanno mancando personaggi di spessore in grado di imporsi con il giusto carisma, divenendo esempi da seguire per impegno sì politico ma anche civile e morale. Qualcuno, a dir il vero, c'è ancora. Ma il clima che si è instaurato, la cattiveria imperante sui social, il pericolo di mettersi in gioco e vedersi colpiti nella propria personalità aiuteranno nelle prossime (forse, molto prossime) elezioni a esporsi questi candidati di cui ha tanto bisogno la città? 

Considerazioni senza alcuna pretesa di facili moralismi. Ma, se in questi momenti un giornalista non sollecita pensieri di tale natura ad alta voce  e si limita a pubblicare "veline" di questo o altro gruppo, come qualche politico chiede sui social, svolge davvero per intero il suo compito di comunicatore?

(Marco Tajè)