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Moderna Legnano nella top ten nella seconda prova di serie A

Foto di copertina: Elisa Porchi e la squadra di serie A


L'avevano promesso.

Ed hanno mantenuto la promessa, le modernine, tutte le compagne di squadra delle ginnaste della serie A erano presenti a Desio e hanno colorato uno spicchio di palazzetto con i propri colori. Non solo. Il tifo si è sentito forte e chiaro, nonostante i tamburi delle tifoserie avversarie.

Queste voci devono essere arrivate anche alle cinque ginnaste legnanesi, forse più che all'orecchio, vista l'alta concentrazione di quei preziosi secondi pre-gara, al cuore.

La serie A fa tappa a Desio, la casa delle Farfalle, sabato 3 novembre la seconda prova del Campionato di serie A inizia puntuale alle ore 16.00. Venti le squadre in gara che entrano in pedana in due gruppi distinti: le prime dieci, dalla ventesima classificata nella prima prova all'undicesima.

La Moderna Legnano entra in pedana nel secondo turno essendosi classificata sesta a Forlì.

La direttrice tecnica Elisa Porchi mette di nuovo in pedana Claudia De Silvis al corpo libero. La ginnasta tredicenne è splendida nell'esecuzione, esegue il corpo libero con una qualità di movimento di altissimo livello, ottima anche sulle difficoltà, un mix tra grazia ed energia, conclude con 12.200 e a conti fatti è forse la migliore delle biancorossonere.

Palma della migliore di giornata che viene contesa da Anna Carla Stucchi, che di esperienza ne ha da vendere e sicuramente fa del suo meglio in un attrezzo come la fune, falloso, difficile e che non assicura quasi mai un punteggio altissimo: esegue tutto in maniera pulita ed elegante, sul finale forte della sua esperienza, decide in maniera intelligente di fare a meno dell'ultima difficoltà, essendo un pelo in ritardo. Porta a casa un egregio 14.000.

Ekaterina Vedeneeva, la ginnasta russa, per il secondo anno consecutivo in prestito alla Moderna, aggiunge lustro alla squadra. Il suo è un cerchio che fa strabuzzare gli occhi al pubblico presente, quasi non si riesce a star dietro alle sue maestrie, lanci, difficoltà e rischi, il tutto inanellato in una sequenza veloce e incalzante, sembra le venga tutto così facile. Purtroppo l'errore è dietro l'angolo e nonostante ciò il suo punteggio di 18.250 è il sesto di tutta la competizione.

Entra in gara Elena Varallo, nome conosciuto nel panorama nazionale, essendo stata per quasi due anni una farfalla della seconda squadra Nazionale. Questa ginnasta dalle indubbie qualità, su tutte la sua eleganza in pedana, entra forse con una dose eccessiva di ansia, avendo da poco rispolverato il suo programma individuale. In questi casi poco si può fare, nonostante una buona partenza, gli errori commessi stoppano il punteggio a 12.450.

Di nuovo Ekaterina alle clavette, eseguite con una maestria da ginnasta da mondiale, quale è stata, ottiene un buon 16.200, la russa non è fortunata, incappa nuovamente in una perdita d'attrezzo.

L'ultima a calcare la pedana è Laura Paris, riconfermata in Nazionale da Emanuela Maccarani. Per lei allenarsi significa farlo a Desio col resto della squadra, è seguita dalla sua allenatrice nei pochi momenti liberi che l'intensa attività della squadra le lasciano. Il suo nastro è bello, pulito, difficile, ma se non tenuto in costante allenamento, è assai difficoltoso eseguirlo alla perfezione. Un paio di errori verso la fine "sporcano" la sua esecuzione portando alla squadra un discreto 13.550.

Bene quindi per la compagine legnanese, poteva andare meglio, ma quel che basta è restare tra le prime dieci in Italia. Nona è la loro posizione nella classifica finale.

Tra tre settimane ci sarà la terza prova a Fabriano, a casa dell'attuale prima in classifica e le ginnaste sono di nuovo al lavoro, ancora più determinate a scalare qualche posizione. Più difficile per la tifoseria seguire le proprie compagne, ma le ragazze sono unite tutte quante e lo si respira ogni giorno in palestra e di questo Elisa Porchi ne è la fautrice.

Non c'è squadra senza tifo, non c'è tifo senza cuore, non c'è cuore senza passione.

E.V.

Galleria fotografica di Fabrizio Carabelli