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Fermata la banda della "Marmotta", colpivano con candelotti e ordigni

Sgominata la banda del foggiano specializzata nel far saltare i bancomat del Varesotto: i ladri avevano adottato procedure "para – militari".  Tre le persone arrestate in quanto ritenute responsabili, a vario titolo, di furto aggravato e ricettazione.

I fermi sono scattati alle prime luci dell’alba di oggi, venerdì 15 febbraio: i Carabinieri della Compagnia di Gallarate, con il supporto dei militari della Compagnia di Foggia e Pesaro, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Busto Arsizio Giuseppe Limongelli. I ladri sono tre giovani, tutti disoccupati, due di 29 anni ed uno di 30 anni. Due di essi sono già noti alle Forze dell’Ordine perché gravati da precedenti specifici in materia di furti e droga.

OPERAZIONE "MARMOTTA" - L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, è durata circa un anno. L'operazione è stata denominata "Marmotta" in quanto nel corso dell’attività i militari hanno sequestrato candelotti di materiale pirotecnico ed un ordigno del tipo "marmotta" rimasto inesploso durante il primo tentativo di furto nella banca di Somma Lombardo. L'indagine è stata avviata e condotta, anche con il supporto di attività tecniche di intercettazione telefonica, dal personale della Compagnia di Gallarate. L'attività è partita a seguito di tre esplosioni – avvenute nell’inverno del 2017 – ai danni di altrettanti sportelli bancomat di istituti di credito dei Comuni di Somma Lombardo e Mornago, dai quali i malviventi avevano sottratto complessivamente oltre 50.000 euro

MODUS OPERANDI - I ladri entravano in azione sfondando le vetrate della banca con un ariete e praticando un foro all’interno dello sportello bancomat per inserirvi un dispositivo esplosivo rudimentale, denominato in gergo “marmotta”. La deflagrazione dell’ordigno sventrava le cassaforti e permetteva ai ladri di impossessarsi di tutto il contante presente. Gli arrestati, adottavano procedure “para – militari”: ricognizioni prima degli interventi, targhe rubate apposte sulle auto da impiegare e velocità di esecuzione nel posizionare l’ordigno e farlo esplodere.

INDAGINI - I militari hanno analizzato con attenzione le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza installati sia nelle banche che nei comuni. Attraverso questo lavoro "certosino" gli uomini dell'Arma sono riusciti a individuare le auto utilizzate dalla banda. Determinante per la riuscita dell’indagine il contributo del RIS di Parma: una volta individuata la Volkswagen Golf impiegata dai malviventi – rintracciata in un autosalone di Foggia – con la sua targa originale, il veicolo è stato sottoposto ad accertamenti tecnici, che hanno confermato la presenza di tracce di esplosivo nell’abitacolo e sulla carrozzeria. 

Gli arrestati, tutti di origine foggiana, di cui due residenti proprio a Foggia e uno temporaneamente domiciliato a Pesaro, sono stati portati alle Case Circondariale di Foggia e Pesaro, e sono a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

(Gea Somazzi)