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Gianfranco Bononi a Polis: "Legnano ha bisogno di politici coraggiosi"

Gianfranco Bononi, presidente della Famiglia Legnanese (a destra con Pietro Cozzi e Alberto Lazzarini) , a cuore aperto nell'ultima edizione della rivista Polis. Intervistato da Alberto Centinaio e Alberto Garbarino, Bononi ha raccontato la nascita e lo sviluppo dell'associazione, inserita nel panorama economico, sociale e culturale di Legnano.

"La Legnano industriale e operaia degli anni ‘50 e ‘60 non esiste più. La nostra generazione,che ha vissuto quegli anni in prima persona, ricorda bene la vitalità che l’attraversava: un città mai ferma, plurale, partecipata e condivisa, fiduciosa nella possibilità di crescere e migliorarsi e desiderosa di farsi comunità e creare relazioni. Oggi è come se fossimo in un altro mondo. E non solo per le mutate condizioni economiche che hannocompletamente ridisegnato la città, ma anche e soprattutto per il cambiamento del sentire delle persone, delle loro aspettative,delle loro necessità. Una volta, tutto era intriso di uno straordinario senso di appartenenza. Oggi, invece, la partecipazione è meno forte  e il senso di appartenenza più sfumato".

      L'argomento giovani è sempre stato un punto fermo nella attività della "Famiglia" e nell'intervista occupa unp spazio non indifferente: "Da sempre i giovani hanno rappresentato un punto di riferimento per la nostra attività - ha spiegato Bononi -. E sui giovani investiamo molto e in modi diversi: con l’erogazione di Borse di studio (di cui si occupa la Fondazione) ma anche attraverso forme plurali di coinvolgimento, come il premio di Poesia e Narrativa “Giovanni da Legnano”. (...) Quello che dobbiamo amaramente constatare è che i giovani sono sempre meno presenti nel corpo stesso della nostra associazione. Sembra palesarsi una sorta di discrasia tra la nostra vocazione a sostenere la crescita culturale delle nuove generazioni e la rispondenza che queste ci restituiscono in termini di presenza e attività nella Famiglia. Ed è proprio per risolvere questa criticità che stiamo lavorando a un ambizioso progetto: quello di motivare i giovani ad iscriversi alla Famiglia e, soprattutto, a contribuire con la propria partecipazione attiva ai lavori dell’associazione. Un obiettivo non facile, lo sappiamo, ma che intendiamo raggiungere attraverso un percorso strutturato".

Non poteva mancare un finale dedicato al momento attuale della città e alle prossime elezioni: " Spero che Legnano esca presto da questa situazione di stallo! - il penseiro sempre di Bononi - Una volta eravamo la città delle tessiture, della meccanica, dell’imprenditoria illuminata; oggi tutto questo non esiste più e quel passato non tornerà. Ecco perché chiediamo con forza, a chi sarà chiamato a governare, di lavorare per dare a Legnano una nuova identità. Non bastano strade o una piazza più bella, bisogna pensare a un progetto complessivo perché oggi non abbiamo più una identità precisa.  Faccio solo due esempi: abbiamo un ospedale di eccellenza, perché non pensare a un polo universitario? Sarebbe un investimento straordinario per la città. Abbiamo una ex Manifattura in pieno centro, perché non pensare di acquisirla e farne un polo di eccellenza industriale e artigianale? Ma per fare questo occorre che tutte le istituzioni ci credano e lavorino insieme; e lo puoi fare solo se si ha una visione allargata del territorio. Ci vogliono politici coraggiosi e lungimiranti, che non guardino solo al futuro consenso elettorale.  La nostra Associazione potrebbe contribuire al disegno facendo parlare la città intorno a questi temi, organizzando convegni, momenti di dibattito e confronto con esperti, sindaci della zona dell’Alto Milanese, imprenditori, cittadini. In fondo questo è il nostro ruolo e la nostra missione: essere la... casa della cultura di Legnano”.

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