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I seggiolini anti-abbandono diventano obbligatori, ma non si trovano

I seggiolini anti-abbandono da oggi (giovedì 7 novembre) sono obbligatori per legge. Chiunque debba trasportare un bambino di età inferiore ai quattro anni in auto, quindi, dovrà essere dotato di uno di questi dispositivi (integrato nel seggiolino o a parte). Pena? Da 81 euro di multa, la decurtazione di cinque punti dalla patente e la sospensione della stessa da 15 giorni a due mesi se si viene colti a commettere la stessa infrazione più di una volta nel giro di due anni.

L'entrata in vigore del nuovo obbligo era atteso tra mesi, precisamente il 6 marzo 2020. Il suo scatto a novembre, quindi, ha spiazzato tanti genitori e il mercato. Il rischio è quello di incorrere in strumenti non a norma. Le soluzioni che si trovano nei negozi sono molteplici: o dispositivi universali che possono essere aggiunti a un normale seggiolino omologato (facendo attenzione al fatto che non ne alterino l'omologazione e quindi la sicurezza) o seggiolini con sistema anti- abbandono integrato, dotati di sensori.

CARATTERISTICHE PER I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO - A tracciare nel dettaglio le caratteristiche che i nuovi dispositivi anti abbandono dovranno avere è lo stesso allegato A al decreto:

  • il dispositivo anti abbandono deve segnalare l'abbandono di un bambino di età inferiore a 4 anni, sul veicolo sul quale è trasportato, da parte del conducente del veicolo stesso mediante l'attivazione di uno dei segnali;
  • il dispositivo deve essere in grado di attivarsi automaticrunente ad ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente;
  • il dispositivo deve dat"e un segnale di conferma al conducente nel momento dell'avvenuta attivazione; 
  • nel caso in cui il dispositivo rilevi la necessità di dare un segnale di allarme, quest'ultimo deve essere in grado di attirare l'attenzione del conducente tempestivamente attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili all'interno o all'esterno del veicolo;
  • il dispositivo anti-abbandono deve essere in grado di attivare il sistema di comunicazione
  • se alimentato da batteria, il dispositivo deve essere in grado di segnalare al conducente livelli bassi di carica rimanente;
  • i dispositivi antiabbandono possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l'invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate.
  • Il dispositivo deve essere basato su sistemi elettronici con logiche di utilizzo o che utilizzano appositi sensori;
  • nell'interazione con il veicolo o con apposito sistema di ritenuta, il dispositivo non deve in alcun modo alte­rarne le caratteristiche di omologazione.

AGEVOLAZIONI IN ARRIVO - Il governo verrà incontro alle famiglie che dovranno dotarsi del nuovo sistema anti - abbandono obbligatorio: per agevolare l'acquisto dei dispositivi, nel Decreto Fiscale è stato istituito un fondo e il riconoscimento di un contributo economico di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato. Nei prossimi giorni verrà approvato il Decreto che disciplina le modalità per l’erogazione del contributo.

ACI: "1,8 MILIONI DI BAMBINI INTERESSATI MA SOLO 250MILA SEGGIOLINI" - «La legge che introduce l’obbligatorietà dei seggiolini antiabbandono è giusta - afferma Geronimo La Russa, presidente di Automobile Club Milano - E’ affrettata la decisione di renderla operativa nella stagione invernale, quando il pericolo dell’aumento della temperatura in un lasso di tempo molto breve per i minori lasciati in auto è ovviamente più basso rispetto all’estate; inoltre non si conoscono ancora i criteri, inseriti nella legge finanziaria 2020, per accedere all’acquisto dei seggiolini omologati. Manca infatti il decreto del ministero dei Trasporti che indica le modalità per usufruire del bonus. Il provvedimento riguarderà 1,8 milioni di bimbi residenti in Italia: sul mercato da qui a Natale saranno disponibili alla vendita solo 250mila seggiolini. Con un briciolo di buon senso in più sarebbe stato meglio fare scattare l’obbligo nella data preventivata a suo tempo, il 6 marzo 2020, per dare modo a tutti (produttori, venditori e utenti) di attrezzarsi in maniera adeguata».

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(Chiara Lazzati)