Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Canegrate dedica la sede del Tavolo Antimafie a Peppino Impastato

Da oggi la sede del Tavolo Antimafie di Canegrate ha un nome: Peppino Impastato. Proprio quel Peppino Impastato che il 9 maggio 1978 fu barbaramente ucciso dalla mafia a causa delle sue denunce e inchieste contro la malavita, di cui anche il padre faceva parte.

La cerimonia di intitolazione dello stabile di via Alberto da Giussano è avvenuta nel pomeriggio di oggi, sabato 1, nell'ambito degli eventi per la legalità. A scoprire la targa, oltre al sindaco Roberto Colombo, anche il fratello minore di Peppino, Giovanni Impastato, che ha raccolto la sua eredità e portato avanti la lotta che il fratello aveva intrapreso, raccontando anche il conflitto di chi ha vissuto la criminalità organizzata all'interno delle mura domestiche.

«Oggi in Italia, più che armi e telecamere servirebbero regole più semplici, partecipazione, onestà e voglia di essere comunità - il pensiero del primo cittadino di Canegrate -. Ancora oggi nella nostra zona, come stanno dimostrando le inchieste della magistratura, la mafia c'è ed esiste e noi dobbiamo combatterla. Questo luogo sarà un presidio. Peppino, come Falcone e Borsellino, è un eroe moderno».

Proprio a Falcone e Borsellino, l'anno scorso, il tavolo antimafie aveva dedicato l'ulivo nel giardino della sede. «Come per l'ulivo, l'intitolazione a Peppino Impastato è un simbolo dell'identità della lotta alle mafie nel territorio canegratese - ha spiegato Federica Marcucci del tavolo antimafie - Falcone, Borsellino e Impastato sono per noi modelli: hanno dato la loro vita e il loro coraggio per combattere le mafie. Ma erano persone normali, come noi. Che questa sede sia da sprone per tutti noi, persone normali, a metterci in gioco e essere combattenti contro le mafie».

Secondo l'assessore alla cultura Pinuccia Auteri, poi, la sede del tavolo antimafie potrà essere un «faro nel territorio, un ottimo investimento per il futuro dei tanti giovani che la frequentano».

(Chiara Lazzati)