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Nella valle del Sarca, Walter Polidori apre la via "Zombie"

Nella valle del Sarca, nel Trentino Alto Adige, c'è una nuova via: "Zombie". Il percorso è stato aperto dal noto scalatore Walter Polidori del Cai di Legnano. Una conquista effettuata a marzo e raccontata in questi giorni da Polidori, alla guida della scuola di Alpinismo Guido Torre. 

L'alpinista, conosciuto in città per le sue numerose imprese tra cui il Raid "1to1 Challenge", ha voluto nominare il nuovo percorso in memoria di Dolores O’Riordan, cantante dei Cranberries scomparsa lo scorso anno. La scelta è stata condivisa dai compagni di scalata Mattia Guzzetti, Dario Chiari e Gabriele Mainini. 

Dopo aver scritto il libro autobiografico "Quando arrivi in cima continua a salire" ed essere stato nominato ambasciatore del Premio Marcello Meroni, Polidori si era fissato nuovi obiettivi tra cui, appunto, quello di salire sulla parete di Padaro: una sfida di 200 metri di arrampicata sul lato Est. E qui è nata la via "Zombie", aperta in due giorni: domenica 10 e 24 marzo. I curiosi potranno trovare vicino a una placca il primo chiodo con cordino corto. Alla base della parete, poi, è visibile la scritta rossa "Zombie" delineata da Manuela Nicotera che ha partecipato alla spedizione. 

«La Parete di Padaro è caratterizzata da roccia con conformazione buona e molto varia - spiega nel dettaglio Polidori -. La parte centrale presenta un grosso scudo di roccia verticale-strapiombante. Zombie segue una linea molto logica e ardita sullo scudo, disegnata da una fessura. Nel sesto tiro incrocia una via non conosciuta preesistente, con cui condivide pochi metri finali e la sosta del tiro. Si tratta della Via dei nonni, aperta da Alessio Miori, Vincenzo Mascaro, Lorenzo Gadda. A parte alcune zone compatte dove le difficoltà sono elevate, per il resto si può spingere molto la libera, perché la fessura presenta roccia spettacolare ed è ben proteggibile. Ringrazio Manuela per l'aiuto in parete nella pulizia di alcuni tiri».

Ma perchè è stata chiamata con il titolo della famosa canzone dei Cranberries? «Il testo è impegnato e triste - spiega Polidori - È una forte denuncia contro una delle tante guerre assurde del nostro mondo. Mi dà una fortissima carica per la grinta con cui il gruppo esprime la sua rabbia. Il testo dice chiaramente: è sempre la stessa storia dal 1916. Anno in cui fu firmato un accordo che sanciva la cessione di sei contee irlandesi all'Inghilterra. E poi prosegue: Da allora non è cambiato niente: guerra, morte ed ingiustizia». Dunque, un messaggio di estrema attualità.

(Gea Somazzi)