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Amici dell'Olona: "L'ombra delle tangenti sul fiume inquinato"

«L'inchiesta "Mensa dei poveri" e gli arresti disposti dal GIP hanno messo in evidenza anche il disastro della politica idrica varesina». Ne è convinto Franco Brumana, fondatore e presidente degli "Amici dell'Olona", che proprio per questo ha deciso di scrivere all'Ufficio d'Ambito di Varese, al presidente della provincia di Varese, al presidente di Alfa srl, al governatore lombardo Attilio Fontana ed al Ministero dell'Ambiente.

       Nel mirino dell'avvocato legnanese il ritardo nell'attuazione delle opere previste dal Piano Stralcio per la sistemazione dei depuratori «che costituiscono la principale causa di inquinamento dell'Olona». «Per le opere più rilevanti che riguardano il depuratore di Varese-Pravaccio - spiega Brumana nelle lettere - risulta solamente la predisposizione di uno studio di fattibilità tecnica ed economica» che a due anni di distanza non risulta ancora approvato. Per i depuratori di Gornate Olona, Cairate e Olgiate, invece, «gli studi di fattibilità dei lavori indispensabili [...] non sono stati nemmeno avviati».

«Stranezze» - quelle riassunte da Brumana nelle sue missive - sulle quali per gli Amici dell'Olona si allunga l'ombra degli «intrighi emersi dall'ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta "Mensa dei poveri"». Tanto che l'avvocato legnanese si spinge a chiedere il commissariamento di Alfa srl, società che gestisce la rete idrica provinciale e i cui amministratori sono stati coinvolti nell’inchiesta. Anche perchè «intanto l'Olona continua ad essere inquinata dai depuratori e i cittadini sono giustamente indignati da questa vergogna».

(Leda Mocchetti)