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25 aprile, Rescaldina: «Non è più tempo di stare fermi»

In copertina, un'immagine di repertorio


«Non è più tempo di stare fermi»: è questo il messaggio che il sindaco Michele Cattaneo ha voluto lanciare a Rescaldina in occasione della cerimonia per il 74° anniversario della Liberazione, l'ultima per il primo cittadino, ad un mese dal termine del mandato, con la fascia tricolore. Soprattutto, per «non permettere che gli anni che passano permettano alla storia di ripetersi».

«Vi svelo un segreto, e se qualcuno di voi conosce il ministro dell’Interno glielo può pure confidare: il mondo non si divide tra fascisti e comunisti come qualcuno ci vuole fare credere - ha esordito il primo cittadino -Il mondo si divide tra fascisti e antifascisti, ed è così perché purtroppo o per fortuna non c’è altra scelta. In questo caso non vale la via di mezzo, non si può essere indifferenti perché l’indifferenza ci mette, da subito, purtroppo, dalla parte dei fascisti». 

«Ma sento già la domanda bisbigliata tra qualcuno di voi: esistono ancora i fascisti - ha continuato Cattaneo -? Tranne forse qualche cretino fuorilegge come gli ultras neofascisti di Milano o come qualche forza politica che dovrebbe essere sciolta per legge, tutti direbbero che no, oggi non esistono i fascisti tentando, come ha anche fatto ieri il nostro premier Conte, di derubricare questa celebrazione al ricordo dei morti per la libertà. Il 25 aprile però è più della commemorazione dei morti nella Resistenza: il ricordo è sacrosanto, l’onorare i caduti è un dovere sacro ma ancora di più è importante fare rivivere i valori della resistenza. Rispetto, libertà, uguaglianza, sono valori universali, non sono valori che si fermano ai confini nazionali o a chi ha lo stesso colore della pelle o professa, se la professa davvero, la nostra stessa religione».

«Quando sentiamo un presidente di Regione dire che qualcuno sta inquinando la nostra razza, anche se siamo del suo stesso partito, dobbiamo dirlo che sbaglia, dobbiamo urlargli che sta dicendo una bestialità - ha sottolineato il sindaco -. Non è una cosa da comunisti questa, è un valore da essere umani che si rispettano, che vedono negli altri un altro se stesso. Quando qualcuno fa finta di niente davanti ai lager libici oppure addirittura spende soldi per ricacciarci la gente scegliendo di chiudere gli occhi, tapparsi il naso e le orecchie per non vedere e non sentire, dobbiamo dirlo, urlarlo che si tratta di persone, di esseri umani e che dalle loro torture, dalle loro violenze non potrà mai nascerne nulla di buono neanche per la nostra società che vorremmo chiusa. Non è una cosa da comunisti questa è un valore di esseri umani che pensano ad altri esseri umani. Quando qualcuno dice che possiamo farcela da soli, che non abbiamo bisogno degli altri, che l’Unione Europea è solo un inutile peso, dobbiamo dirlo, urlarlo che l’Unione Europea ci ha regalato 75 anni di pace e che non possiamo tornare indietro con l’illusione dell’autosufficienza che deriva dallo stamparci la moneta. E anche questa non è certo una cosa da comunisti, è una semplicissima valutazione che guarda alla storia con un minimo di sincerità. Quando qualche politico si fa fotografare con il mitra in mano il giorno di Pasqua dobbiamo dirlo, urlarlo, anche se siamo del suo stesso partito, che sta passando il limite della decenza, che il messaggio che dà è pericoloso, per noi, per i nostri figli e per il nostro futuro. E anche questa guardate non è una cosa da comunisti...».

«Nel concerto bellissimo che ieri sera ha riempito l’auditorium si diceva che "le cose vanno fatte quando è ora e non quando è tardi" - ha concluso Michele Cattaneo -. Se dal 1919 al 1922 tutti avessero alzato la voce, se dal '19 al '22 tutti avessero detto e urlato contro i comportamenti fascisti, allora forse oggi non celebreremmo il 25 aprile. Purtroppo furono gli indifferenti a permettere che messaggi fascisti diventassero piano piano normalità fino a diventare una triste realtà. Purtroppo anche oggi chi sceglie di esse indifferente, chi sceglie di tacere si assume una responsabilità e pur stando fermo o stando zitto sta scegliendo da che parte stare. Abbiamo bisogno di coraggio, abbiamo bisogno di gente capace di parlare, di muoversi, di agire. Non è più tempo di stare fermi, non permettiamo di dividerci e di etichettarci. Il mondo si divide purtroppo ancora oggi in antifascisti e fascisti (i nomi magari sono altri ma i comportamenti sono quelli), e gli antifascisti, comunisti o no, sono capaci di prendere posizione, sono capaci di agire per non permettere che gli anni che passano permettano alla storia di ripetersi».