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Il giornalismo al tempo internet, ecco come è cambiata l'informazione

Come è cambiata l'informazione dall'avvento di internet ad oggi? Come è cambiato il ruolo del giornalista? E del lettore? A dare risposta a questi quesiti, Ugo Savoia, fondatore della prima edizione del Corriere onlineDavide Gorni, responsabile della redazione online di Milano, e Carlo Baroni, redattore dell'ufficio centrale, dove si occupa della prima pagina e delle chiusure notturne. Tre giornalisti di grande esperienza, protagonisti in prima linea di questa trasformazione, da un osservatorio privilegiato: Il Corriere della Sera.

Ospiti martedì 19 febbraio del meeting del Lions Host Legnano, hanno ricordato la nascita della versione online del quotidianom avvenuta nel 2000, quando il New York Times faceva già 80milioni di pagine viste al giorno e ci si iniziava a porre il dubbio filosofico se «una grande testata come il Corriere debba privilegiare la carta o l'online e se differenziare le notizie sui due binari». Domanda che non ha ancora trovato risposta e che non la troverà, ha ammesso Savoia, fino a quando non subentreranno nuove generazioni di giornalisti. 

  Dal 2000 è così  iniziata la corsa contro il tempo per stare al passo ad un cambiamento che «da tecnologico è diventato generazionale e infine culturale»: «Con l'arrivo dei social media - ha spiegato Gorni - siamo passati da un sistema di comunicazione verticale ad uno orizzontate, utente-utente, senza più intermediari». Chiunque può postare su facebook una notizia, la vera difficoltà è verificarne la veridicità. Questo il compito del giornalista che, messo sotto pressione da velocità e numero di click da moltiplicare, per meglio indicizzarsi e vendere pubblicità, fa sempre più fatica a fare il proprio lavoro. Capita così che anche un giornale autorevole come il Corriere della Sera inciampi nelle fake news, «che ci sono sempre state ma si sono moltiplicate con i social». 

Altra questione fondamentale è quella legata alla gratuità di internet, «rete che nasce "free" e proprio per questo  - ha spiegato Savoia - la gente non ha l'abitubine a pagare le notizie su internet e così facendo fà un danno al sistema editoriale, perchè produrre informazioni di qualità costa. L'utenza deve prendere coscienza e sapere che se vuole abbeverarsi da fonti qualitative, deve pagare». 

Fino a quando, allora, resisterà la carta stampata? «La carta stampata ci sarà sempre ma sarà sempre più di approfondimento e destinata ad elite», è stata la risposta dei giornalisti. 

 

 

 

(Valeria Arini)