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Lavoratori Tosi deportati a Mauthausen: «Motore di pace, libertà e democrazia»

Sono passati 75 anni da quando le SS del generale Otto Zimmerman sono entrate alla Franco Tosi con camionette e mitragliatrici. E venerdì 11 gennaio, ancora una volta, tra le mura della storica fabbrica di Piazza Monumento sono stati scanditi a più riprese i nomi di Pericle Cima, Alberto Giuliani, Carlo Grassi, Francesco Orsini, Angelo Sant’Ambrogio, Ernesto Venegoni e Antonio Vitali e Paolo Cattaneo, gli operai che a seguito dei fatti di quel 5 gennaio di 75 anni fa furono deportati al lager di Mauthausen e nei sottocampi, dove persero tutti la vita ad eccezione di Paolo Cattaneo, che si suicidò un paio d’anni dopo la fine della guerra. 

Nomi scanditi dai colleghi di oggi, dai rappresentanti delle istituzioni e dai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado di Legnano Bonvesin de la Riva, Barbara Melzi e Dante Alighieri, che tra lettere e scritti hanno ricordato a tutti i presenti che «le persone possono morire, ma rimangono motore di giustizia, pace, liberta e democrazia che camminano ancora sulle nostre gambe come dono prezioso». 

Nomi scanditi perchè la Franco Tosi, Legnano e tutto il Paese non dimentichino. «A distanza di tanti anni da eventi che segnarono la città, l’Italia e il mondo, si potrebbe cadere in una tentazione - ha sottolineato il sindaco di Legnano Gianbattista Fratus -. Quella che porta a relegare gli accadimenti della Seconda Guerra Mondiale in un passato che non ha più nulla da dirci. Quella che ci induce a vivere il "qui e ora" nella convinzione che si possano trascurare le nostre radici. Quella che ci fa cadere nella superficialità. E la superficialità rende vulnerabili. Il significato della nostra presenza qui, oggi, deve essere esattamente di segno opposto. Siamo figli del nostro passato. Il passato ci parla, ci interroga e partecipa alla costruzione del futuro. Le nostre radici concorrono a fare di noi ciò che siamo. E la profondità delle esperienze vissute dalla città di Legnano contribuisce anche oggi a rendere la comunità più consapevole, dunque più forte». 

QUI L'INTERVENTO DEL SINDACO DI LEGNANO GIANBATTISTA FRATUS

E il ricordo rivissuto oggi in piazza Monumento non è solo un doveroso omaggio, ma anche un «richiamo per risvegliare e per rendere vigile la coscienza di tutti - ha ribadito Marco Bentivogli, segretario generale FIM CISL Nazionale -. Oggi più che mai è il momento giusto per risvegliarla, questa coscienza aggravata da un torpore politico e ideale allarmante. Oggi la storia dei lavoratori deporati dai fascisti su istigazione dei fascisti nostrani non può che destare in noi un forte allarme osservando il fiorire sfacciato, provocatorio e aggressivo di gruppi, iniziative e microculture che non hanno ritegno a richiamarsi esplicitamente al fascismo e, anche se non esplicitamente legate a quel mondo eversivo, e magari a parole avversandolo, tengono banco sulla scena del nostro Paese con comportamenti, parole e moventi evocanti i passi iniziali di quel momento. É inaccettabile che figure istituzionali del nostro Paese non solo non prendano le distanze da quei movimenti, ma ne corteggino a scopo elettorale la paura che diventa odio per l'altro e la legittimazione dei singoli aspetti della dittatura nazifascista rievocati con grande confusione conoscitiva e storica. Nulla di più alieno alla nostra cultura conoscitiva e storica, alla nostra pratica sindacale e politica alimentata da una visione solidarista, aperta ed egualitarista, allergica ad ogni prepotente rivendicazione del "prima noi", nutrita dall'illusione di salvaguardare i nostri interessi e tradizioni con la costruzione di argini armati contro supposte invasioni». 

QUI L'INTERVENTO DEL SEGRETARIO GENERALE FIM CISL MARCO BENTIVOGLI

«Questi uomini ci hanno lasciato un'eredità politica e morale legata a valori di libertà e di democrazia che sono racchiusi dentro la nostra Carta Costituzionale - ha ricordato il presidente ANPI Legnano Primo Minelli durante la commemorazione al Cimitero Monumentale -. Costituzione che è patrimonio di tutti, Governo e Parlamento, maggioranze politiche e minoranze, che, con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella dobbiamo difendere, affermando il senso di comunità. I valori costituzionali che hanno attualità pregnante stante il clima che stiamo vivendo: odio, razzismo, disprezzo per le diverse opinioni o per diversi orientamenti di genere. Ricordare questi uomini e sopratutto onorarli significa combattere atti legislativi e politici di un tempo lontano che pensavamo di avere abolito, ma che purtroppo si stanno riproponendo». 

QUI L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE ANPI LEGNANO PRIMO MINELLI

Galleria fotografica a cura di Luigi Frigo

(Leda Mocchetti)