Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Benusiglio a Castellanza: "Non sprecate la vita, state lontano dalla droga"

Ha avuto una "seconda vita" e ha deciso di non sprecarla più. Quando aveva 17 anni, infatti, Giorgia Benusiglio, prendendo mezza pasticca di ecstasy, ha mandato in necrosi il fegato ed è stata costretta ad un trapianto.

L'organo trapiantato aveva però una compatibilità parziale, quindi è subentrato anche il coma epatico e da lì una serie di complicazioni che hanno portato l'allora adolescente Giorgia a restare un mese e mezzo in terapia intensiva, dove «per 22 ore resti da sola con le tue angosce e le tue paure» racconta Giorgia davanti a una sala gremita di genitori e ragazzi, in biblioteca a Castellanza. Un incontro fortemente voluto dall'associazione Area Giovani di Castellanza perché «la vera trasgressione è oggi quella di dire no, affrontando le grandi e piccole sfide che la vita ci pone davanti» ha esordito il presidente Alessio Gasparoli.

Giorgia ha raccontato la sua esperienza non tanto per dire ai giovani presenti di stare lontano dalla droga, «perché non sono nessuno per dirvelo», ma per far capire loro che una scelta di pochi secondi può condizionare per sempre la propria vita. Così è stato per lei: «Sono arrivata a pesare 27 kg - ha raccontato -, non potevo avere contatti con le persone all'inizio perchè anche un semplice raffreddore poteva essere letale. Due volte al mese ora devo sottopormi agli esami del sangue perchè ho un fegato trapiantato. Tutto questo solo perchè non ho saputo divertirmi in maniera normale. Ero una ragazza sana e sono stata l'artefice della mia disfatta. Ora sono una paziente a vita. Ho dovuto anche abbandonare la danza che per me era tutto».

Il fegato che ora "vive" in Giorgia è di Alessandra, giovane morta in un banale incidente perchè senza cintura di sicurezza. Una tragedia che però ha permesso a lei di poter continuare a vivere: «Alessandra non era donatrice ma avrebbe voluto - ha sottolineato Giorgia -. per questo i genitori hanno deciso di donare i suoi organi quando è morta. Alessandra vive e vivrà fin che io sarò in vita e non ho intenzione di sprecare la seconda possibilità che lei mi ha dato facendo della mia vita ogni giorno un capolavoro. Per questo quando mi succede qualcosa dico sempre "Noi" e non "Io"». Che sia sangue o che siano organi, Giorgia ha quindi lanciato a tutti l'appello a donare perché «non c’è nulla di più adrenalinico e trasgressivo della consapevolezza di aver salvato un essere umano».

Giorgia, dopo essere stata salvata, ha dovuto affrontare altre difficoltà come la morte del padre e della sorella, ma anche un tumore alla cervice, per fortuna circoscritto. E proprio in memoria del padre ha ricordato a tutti quanto i genitori, davanti alle "sconfitte" del proprio figlio, si sentiranno sempre impotenti e colpevoli: «Non sono nessuno per dirvi cosa fare o cosa non fare - ha detto - . Le sostanze da taglio sono la mia rovina, ma il pericolo delle droghe è duplice perché non sai cosa ci mettono dentro, ma anche come reagisce il tuo corpo. Quel che è certo è che, prima o poi, tutti pagano i conti con queste sostanze. Chi ha a che fare con sostanze non fa della propria vita un capolavoro. Ho visto moltissimi ragazzi come me che non ce l'hanno fatta: i genitori sono stati così condannati dalla propria carne perchè non si vive ai propri figli, ma si sopravvive. Di vita ne abbiamo una sola e spero non arriviate a quello che è successo a me per comprenderne la vera importanza».

Dopo l'uscita in libreria di due libri, a marzo 2019 uscirà nei cinema un film ispirato alla storia di Giorgia perchè «un tossicodipendente è un malato e come tale va aiuto, ma molti sono lasciati da soli. Bisogna lavorare ancora tanto sulla prevenzione perché la droga è un problema. I social non fanno vedere tutto il lato nero, ma chi ne paga le conseguenze sono i ragazzi, ovvero il nostro futuro» ha concluso Giorgia

(Manuela Zoni)