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Richiedenti asilo, il progetto Sprar prosegue fino al 2020

Il progetto SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) a Legnano continuerà fino a fine dicembre 2020. A gestirlo, sarà la Fondazione Somaschi Onlus con la cooperativa sociale Intrecci, ai quali è stata aggiudicato il servizio all'esito della gara con procedura aperta avviata a fine giugno scorso da Palazzo Malinverni.

Il progetto rappresenta la prosecuzione di quello già avviato nel biennio 2016-2017 dalla giunta Centinaio. L'appalto era stato poi oggetto di una proroga tecnica dal 1° gennaio al 30 giugno dopo che il Ministero ne aveva finanziato la prosecuzione per il triennio 2018-2020. A fine giugno l'amministrazione, richiamato il DUP 2018/2020 laddove prevede che «in una logica di accoglienza controllata, si opererà in continuità rispetto ai progetti già avviati», aveva deciso di dare il via alla procedura per l’affidamento dell’attuazione del progetto territoriale aderente al sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati per un importo complessivo di 511.574 euro.

L'appalto, inerente al periodo compreso tra il 1° ottobre 2018 e il 31 dicembre 2020, prevede che l'aggiudicatario garantisca «l’attivazione e la gestione dei servizi di accoglienza». I posti letto messi a disposizione nell'ambito del progetto saranno in tutto 19, sparpagliati tra Legnano (10 posti suddivisi su minimo due appartamenti), Canegrate (5 posti) e Villa Cortese (4 posti). La distribuzione, nel corso dell'appalto, potrà comunque subire variazioni nel corso dell'appalto previo assenso dei comuni.

Per i Padri Somaschi l'aggiudicazione comporta in realtà la prosecuzione di un'attività già avviata, dal momento che la fondazione si era occupata della gestione dell'accoglienza nell'ambito del progetto SPRAR già attivo. Ciò di cui la fondazione insieme alla cooperativa sociale Intrecci continuerà ad occuparsi nel prossimo biennio, sarà, oltre all'accoglienza materiale, «l'accompagnamento in tempi brevi (sei mesi più al massimo altri sei) nella direzione dell'autonomia - spiegano dalla Fondazione -, attraverso corsi di lingua italiana, corsi dedicati all'educazione ad usi e costumi della nostra società e corsi finalizzati all'inserimento lavorativo attraverso formazione professionale, tirocini formativi e borse lavoro».   

(Leda Mocchetti)