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Lega: "No alle prostitute sulle strade del nostro territorio"

Riceviamo e pubblichiamo:

Quello della prostituzione è un problema che purtroppo riscontriamo anche nel nostro territorio, almeno nelle zone boschive di confine con il territorio castellanzese.

La piaga della prostituzione in Italia conta circa 90.000 professioniste del sesso, con un giro di affari di 3,9 miliardi di euro e di circa 3 milioni di clienti. Il 10% delle donne è minorenne, e  il 60% delle lucciole si prostituisce per strada. Nel nostro Paese vendere il proprio corpo non è reato, sono però puniti l’induzione, lo sfruttamento, il favoreggiamento e la gestione delle case chiuse.

Ed è proprio sulle case chiuse che bisognerebbe fare qualche ragionamento.

Non sarebbe meglio fare al più presto una legge che autorizzi il ripristino delle case chiuse?

Per casa chiusa si intende una struttura dove siano presenti tutte le condizioni di idoneità igienico sanitarie che rendano il luogo pulito e sicuro. Attraverso un controllo sanitario, gestito da medici specialisti, si riuscirebbe a ridurre la diffusione delle malattie a trasmissione sessuale e contemporaneamente le prostitute sarebbero al riparo da atti violenti e aggressivi.

Infine, considerato il numero cospicuo dei frequentatori del mondo della prostituzione (sono circa 3 milioni i clienti del mercato del sesso) la regolamentazione porterebbe nelle casse dello stato milioni di euro.

Come medico sono favorevole a un processo di regolamentazione della prostituzione, soprattutto in virtù del controllo sanitario, che porterebbe un beneficio in termini di riduzione delle patologie a trasmissione sessuale e della loro diffusione. Non è più possibile non voler riconoscere l’esistenza di un problema che esiste e che deve essere affrontato.

La Lega castellanzese, da sempre sensibile a questo tema, ritiene indispensabile un controllo diretto dello Stato sulla prostituzione.

Dott. Angelo Soragni
Gruppo consiliare Lega Nord Castellanza