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Pendolari al Pirellone, ecco le proposte della linea Gallarate-Milano

Alla fine i pendolari ce l'hanno fatta: a tre settimane esatte dall'incontro calendarizzato per lo scorso 21 giugno, quando l'assessore alla partita del Pirellone non si era presentata dai rappresentanti di chi quotidianamente si serve del trasporto ferroviario, giovedì 12 giugno i comitati del Quadrante Ovest - tra cui il Comitato Pendolari Gallarate-Milano -sono riusciti a sedersi al tavolo con Claudia Maria Terzi.

E su quel tavolo, ancora una volta, sono finite le problematiche con cui devono (troppo) spesso fare i conti gli utenti del trasporto pubblico locale, imputati dal Comitato Pendolari Gallarate-Milano alle «plateali mancanze degli attuali attori principali del trasporto ferroviario». I rappresentanti dei pendolari "nostrani" hanno puntato il dito con la presenza di «soli due binari tra Gallarate e Rho», per la quale hanno chiesto «un impegno politico per poter finalmente giungere ad una soluzione che coniughi le esigenze della popolazione dei comuni interessati con quelle dei viaggiatori che quotidianamente soffrono per l'impossibilità di aggiungere altri treni in linea». Ma nel mirino del comitato sono finite anche «le criticità che quotidianamente soffrono le infrastrutture esistenti e i continui ritardi causati dai problemi di RFI». Per arrivare ad una soluzione, i pendolari della linea Gallarate-Milano chiedono al Pirellone un impegno - se necessario anche bussando alle "stanze dei bottoni" romane - perchè RFI a queste criticità ponga finalmente rimedio.

Con Claudia Maria Terzi il comitato pendolari Gallarate-Milano ha parlato anche dello scenario "post Trenord". Solo qualche giorno fa il governatore lombardo Attilio Fontana aveva indicato il modello Parigi come la via da seguire per garantire gli investimenti per i nuovi treni e migliorare la qualità del servizio. E proprio cogliendo l'occasione del divorzio che si profila all'orizzonte tra FNM e Trenitalia, i rappresentanti dei pendolari di "casa nostra" vorrebbero che la politica regionale aprisse «un percorso che, da qui a brevissimo tempo, sia in grado di portare Regione Lombardia a indire una o più gare d’appalto (suddivise magari in lotti) per l’assegnazione del servizio regionale ad uno o più soggetti». Magari - aggiungono i pendolari - con «l’esclusione dei soggetti che hanno portato alla situazione quotidianamente drammatica che viviamo ad oggi!»

Il Comitato Pendolari Gallarate-Milano non ha perso l'occasione anche per sottolineare le «enormi criticità sia livello di infrastruttura, sia di rete e di materiale rotabile» che devono affrontare le persone a mobilità ridotta. «Chiediamo un impegno di Regione Lombardia verso RFI sia perché RFI adegui nel più breve tempo possibile tutte le stazioni del quadrante, sia perché riveda le policy dell’accoglienza e dei tempi di avviso per l’assistenza, essendo inconcepibili 48 ore di preavviso per poter ottenere assistenza in tutte le stazioni non direttamente presidiate dalle Sale Blu (e parliamo della stragrande maggioranza delle situazioni) - spiegano i pendolari della linea Gallarate-Milano -. A livello di materiale rotabile, siamo lieti del fatto che i (soli) 45 treni in arrivo grazie al finanziamento di Regione Lombardia - anche se con un ritardo di almeno 2 anni rispetto al piano presentato nel 2015 da Trenord -, saranno tutti già equipaggiati per il trasporto in autonomia dei disabili. Dobbiamo però segnalare che il piano di Face Lift di Trenord riguardante 178 vetture - che a questo punto non sappiamo nemmeno se sarà realizzato -, in buona parte contempla materiali che non permettono l’accesso ai disabili. Chiediamo pertanto da parte di Regione Lombardia delle linee guida (magari da applicare mediante una legge regionale) che imponga l’accessibilità dei disabili su tutti i mezzi di trasporto pubblico in circolazione, di nuova consegna e non, magari a partire dal 2021».  

Ultimo, ma non certo per importanza, il capitolo sicurezza. «Purtroppo - commentano dal comitato -, nonostante gli impegni presi da Trenord con l’assunzione dei vigilantes, la sicurezza a bordo dei treni e nelle stazioni è ancora un punto molto dolente. Chiediamo pertanto che Regione si faccia interprete anche presso il Ministero degli Interni di queste problematiche».

(Leda Mocchetti)