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Concerti, comici e teatro di prosa: Melarido porta di tutto un po' al Tirinnanzi

Teatro di prosa, commedie brillanti, comici famosi, musical e concerti: è questo il mix su cui "Melarido", la società che gestirà il Teatro Tirinnanzi per i prossimi due anni, ha intenzione di articolare la propria proposta per la prossima stagione.

Sono in tutto 27 - a cui si aggiungono altri quattro appuntamenti pomeridiani e serali  - gli spettacoli che Melarido ha previsto nell'offerta tecnica sottoposta al vaglio della commissione aggiudicatrice in sede di gara, grazie alla quale ha ottenuto 5 punti più di quelli "racimolati" dai diretti concorrenti. Spettacoli che sono stati pensati per portare sul palco di Piazza IV Novembre nomi famosi con un forte appeal sul pubblico - come Barbara De Rossi, Giorgio Pasotti, Maria Grazia Cucinotta, Nicolas Vaporidis, ma anche Giole Dix e Gabriele Cirilli, giusto per citare qualcuno di quelli "snocciolati" nella proposta - ma anche contenuti adatti ad un pubblico trasversale, declinati in formule diverse che possano coinvolgere grandi, piccini, scuole e famiglie.

Così, nel plan presentato in fase di gara dalla società che si è aggiudicata la gestione del teatro rinnovato nel 2016, si passa dal teatro brillante alle realtà sociali più discusse, attraverso momenti dedicati ai musical ispirati a Walt Disney ma anche a capolavori della letteratura con la L maiuscola, come quelli di Dante e Shakespeare. Lasciando spazio poi alla musica, dal jazz alla musica classica, dall'opera ai tributi a "mostri sacri" come Rino Gaetano e i Pink Floyd. E alle realtà teatrali territoriali, protagoniste della nascitura rassegna del "sipario a km 0", tra cui spicca il nome di Antonio Provasio, la Teresa de I Legnanesi..

Insomma, dovrebbe essercene un po' per tutti i gusti nel "canovaccio" prop<osto da Melarido, a partire dal quale sarà plasmata la prossima stagione del Teatro Tirinnanzi.

Per tutti i gusti tranne per quelli del PD legnanese. Da via Bramante, infatti, puntano il dito contro il «cartellone all’insegna dell’intrattenimento e del teatro commerciale» proposto dall'agenzia di spettacolo e contro «il poco valore attribuito alla funzione culturale di questo servizio pubblico, a vantaggio invece di una mera convenienza economica». «Il Teatro Comunale sembra abbandonare così ogni desiderio e aspirazione di progettualità culturale, e Legnano rischia di retrocedere nel limbo del teatro di una provincia qualunque, un anonimo contenitore indifferenziato. É quello a cui aspirava Talisio Tirinnanzi nel donare alla città un teatro di tale importanza - si chiede il PD -?».

(Leda Mocchetti)