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Busto Garolfo, la Torre Rondonaia tornerà ad accogliere "ospiti"

La Torre Rondonaia di Villa Brentano si prepara a tornare "abitata": la giunta Biondi, infatti, ha sottoscritto un accordo di collaborazione con la Lipu Parabiago proprio per "rimettere in funzione" la torre, restaurata a scopo conservativo e non più adibita a nuovi usi.

L'intervento avrà lo scopo di ripristinare alcune delle cavità destinate ad ospitare i nidi di rondone che si trovano lungo il muro perimetrale della torre. I muri perimetrali della torre, infatti, erano dotati «di 200 cavità destinate ad ospitare nidi di rondone - come si legge nella delibera di giunta pubblicata nei giorni scorsi sull'albo pretorio di Palazzo Molteni -, aperte verso l'esterno per consentire l'accesso degli uccelli e chiuse verso l'interno con degli sportelli che consentivano il prelievo - un tempo lecito - di una quota di uova e di nidiacei». Cavità che però durante i lavori di restauro, erano rimaste prive degli sportelli, ed erano quindi state tamponate con dei laterizi.

Durante un recento intervento è invece emersa la possibilità di ripristinare alcune di queste cavità, ovvero quelle più facilmente raggiungibili: intervento che potrebbe "dare una mano" ai rondoni, che attualmente nidificano «sui fabbricati in nicchie di fortuna che sono sempre più difficili da reperire nell'edilizia moderna».

Proprio per questo la giunta ha deciso di sottoscrivere un accordo con la Lipu per ripristinare «parte dei covatoi di cui è provvista la torre rondonaia» e monitorarne il successivo utilizzo. Il documento, inoltre, prevede «la possibilità di individuare su terreno di proprietà comunale un sito dove mettere a disposizione delle rondini del fango idoneo alla costruzione dei loro nidi». É così che i volontari si metteranno all'opera utilizzando attrezzi manuali, nel rispetto dell'integrità della struttura dell'edificio storico, e nel corso di quest'anno e del prossimo daranno nuova "vita" alle cavità.

(Leda Mocchetti)