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Rescaldina, raccolta firme per la sicurezza verso quota 200

Un'altra domenica di raccolta firme, un'altra mattinata di pioggia. Michele Cozzi, però, non si ferma e con la "sua" petizione per la sicurezza di Rescaldina vola ormai verso quota 200 firme: anche questa mattina, domenica 18 marzo, infatti, oltre un'ottantina di rescaldinesi si sono fermati a leggere la petizione - che il promotore ha distribuito anche in una ventina di attività commerciali del paese - e hanno messo nero su bianco il proprio nome.

L'iniziativa, ormai, sta superando i confini del paese guidato da Michele Cattaneo: la raccolta firme, infatti, si avvia a fare proseliti anche in altri comuni come Marnate, Gerenzano e Castellanza. Oltre alle tante chiamate ricevute per ricevere informazioni, il primo firmatario della petizione Cozzi proprio oggi ha incontrato un gruppo di castellanzesi interessati a collaborare all'iniziativa.

«Con questa petizione popolare - spiega Cozzi, che ancora una volta prende le distanze da qualsiasi tipo di apparentamento politico rispetto alla proposta lanciata -, stiamo "sbancando" in tutti i paesi vicini. Siamo entrati nelle case di tutti i cittadini! Sto ricevendo chiamate da Marnate e Gerenzano e proprio oggi ho avuto un incontro a Castellanza con persone che volevano chiarimenti sull'iniziativa e che hanno chiesto di poter collaborare con noi! Un boom mediatico si è concretizzato! Le persone sono stanche di questa situazione e tutti chiedono ad alta voce una cosa: "Vogliamo e dobbiamo essere tutelati". Una domanda mi sorge spontanea: ma bisogna sempre toccare il fondo in tutte le cose per poi cercare con tanta fatica la risalita? Manca il senso di sicurezza nelle persone, la gente è stufa e questa volta chiede a chi di dovere di metterci nella condizione di vivere senza pensieri».

Per non lasciare nulla di intentato, Cozzi ha affidato una proposta in tema di sicurezza anche alle urne del bilancio partecipativo. Tema l'implementazione della videosorveglianza, uno dei tasti su cui fa leva anche la petizione, insieme alla richiesta di intervenire «sulle aree boschive del Parco del Rugareto garantendone la sicurezza e operando per la persecuzione di atti illeciti», «garantire la sicurezza dei treni e della stazione di Rescaldina», chiedere «alla Prefettura di Milano di coordinare un piano di intervento che coinvolga le diverse Forze dell'Ordine» e «contattare associazioni di volontariato (es.: Associazione Nazionale Carabinieri) con solo incarico di svolgere "osservazione del territorio", per verificare la possibilità/disponibilità di una maggiore copertura del paese».

Domenica prossima, 25 marzo, la raccolta firme torna con un doppio appuntamento: si potrà firmare sia in piazza Don Arioli a Rescalda, sia in piazza della Chiesa a Rescaldina, dalle 9.30 alle 12.30.

(Leda Mocchetti)