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Commemorazione Ramelli: "No alla concessione di un luogo pubblico"

«Chiediamo all'amministrazione comunale di revocare l'utilizzo di una struttura pubblica, per non offendere la città e la sua storia». Interviene così Primo Minelli, presidente di ANPI Legnano, sulla polemica scoppiata a pochi giorni dalla presentazione a Legnano della graphic novel "Sergio Ramelli – Quando uccidere un fascista non era reato". Polemica dettata non dalla commemorazione in sè, ma, lo ricordiamo, soprattutto dalla scelta di Fratelli d'Italia di organizzare la serata con il movimento Lealtà e Azione.

E proprio questa è la "pietra dello scandalo" anche per la sezione legnanese di ANPI. «É grave che ad una formazione politica che si richiama all'ideologia neo-nazista venga concesso un luogo pubblico nella nostra città - tuona Minelli -. Ricordare l'omicidio politico di Sergio Ramelli avvenuto in anni lontani, che è sempre stato condannato fermamente dall'ANPI, non può giustificare la presenza di Lealtà e Azione e sopratutto ciò che essa rappresenta e propaganda».

«Utilizzare la morte violenta o un assassinio politico per inneggiare al nazi-fascismo è quanto di più strumentale possa succedere - continua il presidente ANPI -. Lealtè e Azione è una formazione che, anche recentemente ha esibito il suo carattere politico manifestando al cimitero Maggiore di Milano con tanto di saluti romani in una vergognosa parata fascista. Legnano antifascista, che proprio nella giornata del 16 gennaio ricorderà i deportati della F. Tosi non può tollerare la presenza in città di questi lugubri personaggi».

Torna sulla questione anche Pietro Bussolati, segretario metropolitano PD Milano. «Cara assessora Cacucci, sono ormai tre anni che mi reco alla commemorazione istituzionale del diciassettenne Sergio Ramelli, ucciso a Milano. E sono stato il primo segretario del Partito Democratico di Milano a farlo. Pertanto reputo del tutto fuori luogo e superflui i suoi tentativi moralistici di dare lezioni sulla vicenda. Le sue parole, al contrario, mi sembrano strumentali e mi pare voluto il tentativo di fraintendere il mio sdegno rispetto al punto vero della questione: cioè che un partito come Fratelli d'Italia abbia organizzato un'iniziativa insieme al movimento estremista Lealtà e Azione, e vi abbia associato il proprio logo. Lealtà e Azione, non va dimenticato, i cui leader sono stati già incriminati per tentato omicidio, aggressione a mano armata e lesioni gravissime. Questo è il punto, e questo è grave; e non, certamente, il legittimo ricordo di Ramelli, come già ribadito».

«Le ricordo che i "ragazzi" di Lealtà e Azione - continua Bussolati - sono quelli che, col braccio teso e sfoggiando simboli e slogan nazifascisti, partecipano alle commemorazioni al Campo X del Cimitero Maggiore di Milano, dove sono sepolti le SS, i gerarchi fascisti e gli stessi torturatori e autori delle deportazioni e fucilazioni di cui furono vittime gli operai legnanesi fra il 1943 e il 1945. Se l'organizzazione di corsi di storia la appassiona potrebbe organizzarne uno proprio sulla storia recente di Legnano e invitarli. Non è forse anche questo coraggio di ricordare una morte ingiusta per mano di una ideologia?». 

Dissenso espresso anche dal Circolo Pd di Legnano maggiormente preoccupato per la collaborazione tra Fratelli d’Italia e Lealtà e Azione «una tra le formazioni neonaziste più pericolose presenti in Italia». A seguire, gli esponenti legnanesi hanno voluto chiedere a Fratelli d’Italia di «fare un passo indietro, ricordando loro che essere stati eletti in un Consiglio Comunale significa rispettare innanzitutto la Costituzione italiana e i principi di democrazia e antifascismo che la contraddistinguono, ricordando loro che ricordare i morti di Salò con il saluto romano, omaggiare i torturatori di deportati, affiggere manifesti con simboli delle SS, non sono opinioni politiche ma “crimini”. Chiediamo un passo indietro anche all'Amministrazione comunale sollecitandola a ritirare la concessione di spazi pubblici per tale manifestazione e invitiamo la cittadinanza e tutte le istituzioni presenti sul territorio a tenere alta la guardia, a vigilare affinché non si creino occasioni atte a minacciare la convivenza civile e democratica della nostra città».

Dello stesso parere il Pd dell'Altomilanese che, in giornata, è intervenuto sulla questione affermanto: «La democrazia si fonda sul rispetto della vita umana e l’assassinio di una persona è sempre un reato - si legge nella nota -. È grazie alla tenuta democratica del nostro Paese, delle forze politiche e sociali che l’Italia ha sconfitto la violenza praticata negli anni ’70 da gruppi estremistici minoritari di destra e di sinistra. Questa forza democratica, che occorre coltivare con assiduità, trae alimento dai valori della Costituzione, nati dalla Resistenza e fondamento della nostra Repubblica. In questi valori non si riconosce il gruppo Lealtà e Azione, che commemora repubblichini e SS con il braccio teso e che - come apprendiamo da Repubblica - “si ispira al pensiero di Leon Degrelle, ufficiale delle Waffen SS, e di Corneliu Codreanu, fondatore della Guardia di Ferro rumena, movimento antisemita e nazionalista degli anni Trenta”. È inaccettabile che Fratelli d’Italia, l’assessore Cacucci e l’Amministrazione di Legnano diano visibilità e legittimità a questo gruppo».

Con forza il Pd ha poi commentato: «Se l’intenzione dell’assessore Cacucci è non dimenticare la storia, ben venga ricordare chi è stato vittima della violenza estremista degli anni ’70, ma che sia un ricordo vero e l’occasione di riflessione e maggiore conoscenza. Qui invece assistiamo solo al tentativo di sdoganare un gruppo di estrema destra che usa vessilli come la svastica. Se l’intenzione dell’assessore Cacucci è non dimenticare la storia, si impegni a far conoscere ai ragazzi di Lealtà e Azione la storia di Legnano tra il 1943 e 1945 quando i nazi-fascisti arrestavano, torturavano e deportavano operai e cittadini legnanesi. Pertanto ci uniamo alla richiesta dell’Anpi Legnano di revocare l’utilizzo di uno spazio pubblico».