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Palazzo, «trasformiamo Castellanza in un cimitero-parco»

A quante mozioni presentate da Michele Palazzo siamo arrivati? Ormai si perde quasi il conto e non si sa neanche quando e se verranno mai discusse. Il consigliere di minoranza però non demorde, presentando altre 2 mozioni e due interrogazione a Palazzo Brambilla. Una prima interrogazione riguarda i bambini e i ragazzi minorenni presenti in città: Palazzo chiede quanti sono quelli sotto la tutela del Tribunale dei minori e quanto costano complessivamente al Comune di Castellanza, oltre a quanto versano i comuni del territorio per questo servizio ogni anno. La giunta viene anche interrogata riguardo le ragioni per cui il progetto di costruire nell'area ex tintoria Olona in viale Lombardia è fermo. 

Sul tavolo della giunta poi  una mozione per dire «BASTA alla realizzazione di nuovi centri commerciali di piccole, medie e grande distribuzione sul nostro territorio, già altamente compromesso e saturo». Una richiesta che però ha già avuto risposta dal sindaco Mirella Cerini che più volte ha ribadito che «i lavori rientrano nel piano attuativo che la scorsa amministrazione aveva firmato con i proprietari dell'area. Siamo intervenuti fin dove abbiamo potuto, ma fermare i progetti sarebbe costato troppo ai cittadini».

E per concludere, dopo la piantumazione di 20 cipressi al cimitero, arriva da Michele Palazzo anche una mozione provocatoria che chiede di «proseguire nella scelta di tagliare le piante, private e pubbliche, che con le loro foglie sporcano le strade e con le radici rovinano i marciapiedi e strade asfaltate. Nello stesso tempo provvedere alla sostituzione con altre piante di cipressi, per trasformare la città di Castellanza in un cimitero-parco».

Intanto in Comune si sta pensando come fare "smaltire" le oltre 100 mozioni da discutere in consiglio comunale: «la nostra proposta nella commissione capigruppo è quella di cancellare quelle già superate e di accorpare quelle simili. Occorre un equilibrio poi tra i gruppi di minoranza, anche perchè troppe mozioni non consentono di discutere quelle degli altri»

(Manuela Zoni)