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Rescaldina, Gasparri presidente del consiglio ma le opposizioni si astengono

Prima seduta consiliare, prima polemica per il neoeletto sindaco di Rescaldina Gilles Ielo. Ad accendere gli animi del Parlamentino in una seduta che, sulla carta, avrebbe dovuto scorrere liscia come l'olio, è stata l'elezione del presidente del consiglio comunale.

Al momento di procedere alla votazione, infatti, il centrodestra ha chiesto l'interruzione della seduta per individuare una rosa di possibili candidati: «Dal momento che Rescaldina è divisa in due metà, di cui la metà maggiore non ha votato Vivere Rescaldina - ha sottolineato Maria Angela Franchi -, chiediamo che ci sia una presidenza del consiglio condivisa con la cosiddetta minoranza, perchè la cosiddetta maggioranza, fatta la somma dei voti ricevuti dalla cosiddetta minoranza, non è la maggioranza dei votanti e la presidenza del consiglio è un'istituzione che serve a facilitare i lavori dell'intero consiglio ed a rappresentare il consiglio nella sua interezza».

Il consulto fra le diverse parti politiche che compongono il Parlamentino, però, non ha dato i risultati in cui sperava l'opposizione, che per questo ha optato per l'astensione. «É evidente che la maggioranza è arrivata alla seduta con un nome già ben chiaro in mente - ha spiegato Massimo Oggioni per motivare la sua scelta -. Ritengo che la partecipazione presupponga un ruolo attivo di chi partecipa e non di mero ratificatore di decisioni già prese: non potendo in alcuna maniera influenzare la decisione e non essendo stata richiesta la nostra opinione su una carica condivisa, quindi, il Movimento 5 Stelle non parteciperà al voto per non sminuire il valore che a questo voto va dato». Posizione che ha trovato sponda nel centrodestra: «Il gruppo Centrodestra Unito, preso atto che la decisione è già stata condivisa tra la cosiddetta maggioranza e ritenendo la propria partecipazione inutile - le parole di Franchi -, non parteciperà al voto».

E se il numero di voti non è comunque mancato a Vivere Rescaldina per arrivare ad individuare Massimo Gasparri come presidente del consiglio, la continua sottolineatura del termine «cosiddetta maggioranza» è valsa alla consigliera Franchi un richiamo ad un «atteggiamento più rispettoso» da parte del sindaco, tra gli applausi del pubblico subito "spenti" per le stesse motivazioni dal primo cittadino.

Il richiamo ad una comunicazione il più corretta possibile ha trovato spazio anche nelle parole del presidente del Parlamentino. «Mi impegno a presiedere questa assemblea con criteri di imparzialità nei confronti di tutti e a garantire le prerogative proprie del consiglio comunale e dei singoli consiglieri - ha chiarito Gasparri -. Il consiglio comunale è per definizione l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo ed è la sede istituzionale più importante di confronto tra le varie forze politiche qui rappresentate, dove verranno assunte decisioni frutto di approfondimento nelle varie commissioni. Invito per questo i consiglieri al dialogo costruttivo in tali sedi, affinché gli argomenti siano analizzati, discussi, elaborati e successivamente presentati a questo consiglio nella forma più compelta possibile. Tutti noi abbiamo il doppio ruolo di rappresentare in questa assemblea le legittime richieste dei cittadini, ma anche di informare correttamente la cittadinanza delle decisioni assunte nelle sedi istituzionali. É questo il modo corretto per diffondere le informazioni e auspico che tutti, in primis gli eletti in questo consiglio, si attengano a queste regole. Ci sono altri modi di comunicare le decisioni assunte - ha concluso il presidente -, e mi riferisco in particolare ai social media: un veicolo importante, ma con la caratteristica di diffondere le informazioni rapidamente, senza necessariamente garantire il controllo della provenienza e la liceità delle informazioni stesse, rendendo spesso difficile distinguere tra libertà di informazione e di opinione e fake news e diffamazione personale. Auguro a tutti una comunicazione all’esterno più serena possibile e senza trascendere»

(Leda Mocchetti)