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Nuova tegola sul Comune di Cerro Maggiore: rischio di pagare 2,5 milioni

Nuova tegola sul Comune di Cerro Maggiore. Dopo il caso piscina (e il rischio di pagare 1,6 milioni), si riapre la questione dell'esproprio di un terreno in via Boccaccio, l'area di 23mila mq su cui oggi sorge la scuola. La Corte europea per i diritti dell'uomo aveva condannato lo Stato Italiano a pagare circa 2,5 milioni (per l'esattezza 2.487.800) per questa azione. E lo Stato ha recentemente fatto rivalsa sul Comune per avere la cifra. Cerro ora si oppone.

La questione è stata sollevata in consiglio comunale dall'esponente del Movimento 5 Stelle Edoardo Martello. Tra le righe della relazione dei revisori dei conti si legge: «Si segnala che è possibile un'eventuale azione di rivalsa dello Stato Italiano nei confronti del Comune di Cerro Maggiore per il pagamento derivante dalla condanna dello Stato Italiano avanti alla Corte europea per i diritti dell'uomo per il ricorso presentato da immobiliare Cerro SAS. L'importo dell'azione di rivalsa è momentaneamente di 2.487.800 euro da rateizzare in 10 anni. Qualora con decreto del Presidente della Repubblica venisse ingiunto al Comune di Cerro di pagare l'importo della condanna di cui sopra si applicherà al bilancio di previsione quota parte del bilancio di previsione».

«Il decreto dello Stato è arrivato circa 10 giorni fa - ha spiegato l'assessore al bilancio Matteo Bocca -. Lo Stato vuole dal Comune 2,4 milioni per via dell'annosa vicenda dell'esproprio dell'area dove oggi ci sono la piscina e la scuola. E' una questione che risale a tempi immemori. Cercheremo di opporci a questo decreto, sperando in un esito positivo, che sia una rateizzazione o rimodulazione dell'importo totale».

(Chiara Lazzati)