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San Giorgio, nel bilancio salgono le tasse e scendono le spese

Lo "spettro" della vertenza giudiziaria con 2I Rete Gas per i canoni dovuti per la gestione delle reti di distribuzione del gas dopo la scadenza dei contratti continua ad allungarsi sul bilancio di San Giorgio su Legnano. É questa, infatti, la principale incognita con cui ha dovuto fare i conti anche per il 2019 il bilancio di previsione, approvato nell'ultima seduta del Parlamentino cittadino nonostante il voto contrario delle opposizioni.

Incognita cui si somma la procedura d'ambito per l'assegnazione della concessione della rete comunale del gas, che dovrebbe verosimilmente concludersi entro l'anno, portando nelle casse del Comune, negli esercizi successivi al 2019, un canone decisamente più contenuto: 60mila euro circa, contro i 240mila euro precedenti, con una perdita di entrate correnti di circa 180mila euro.

«2I Rete Gas - ha spiegato l'assessore alla partita Giovanni Morelli, che nel corso della seduta ha annunciato le proprie dimissioni - ha già versato l'anno scorso parte degli arretrati riconosciuti dalla sentenza del Tribunale di Busto Arsizio e il Comune ne ha beneficiato, ma non sappiamo come si concluderà la vertenza, se addirittura con l'obbligo di restituire questi importi alla società: quindi riteniamo opportuno e prudente accantonare queste somme, anche perchè si tratta di importi ingenti. La nuova concessione, inoltre, porterà di fatto un "buco" di 180mila euro in meno di entrate correnti: risorse che difficilmente riusciremo a recuperare intervenendo sulla spesa, e quindi siamo intervenuti con un incremento generalizzato delle tariffe dei tributi».

Sale infatti dallo 0,75% allo 0,8% l'aliquota dell'addizionale comunale Irpef, con un gettito previsto che passa dai 723mila euro del 2018 ad 800mila euro. Segno più anche per il gettito atteso dalla Tasi, che sale da 172mila a 261mila euro, e per l'IMU, con l'entrata prevista per questo tributo che passa da 523mila a 549mila euro. Ritoccate all'insù anche le tariffe per la TOSAP, sia temporanea che permanente, e per le affissioni pubblicitarie.

«Quasi invariato» il piano tariffario previsto per la TARI, nonostante il paese sia arrivato «ad una percentuale di differenziata molto vicina all’88% - come ha sottolineato il sindaco Walter Cecchin -, ai vertici della zona dell’Alto Milanese ma anche della Città Metropolitana, con risultati molto buoni anche nei punti più "ostici"». Nel complesso, il conto economico sale da 814mila ad 821mila euro, principalmente per l'aumento del prezzo richiesto per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti, con un aumento medio dello 0,9% delle tariffe.

Scendono, invece, le spese previste: meno 7mila euro per il personale e 3 mila euro per la gestione del patrimonio comunale e scendono anche le spese previste per le scuole, sia per la primaria e per la secondaria di primo grado (-10mila euro), sia per la materna (-43mila). Leggera flessione anche per la cultura, il cui budget scende di 2mila euro, e per le spese legate alla cancelleria ed ai mezzi di trasporto comunali, con una diminuzione di mille euro per ciascuna delle due voci. Meno 7mila euro di spese anche per il cimitero. Crescono, invece, di 10mila euro le spese per i servizi sociali e quelle per l'igiene urbana, e di 4mila euro le spese per il verde pubblico e per le strade. Taglio di quasi 200mila euro anche per le spese "varie ed eventuali", soprattutto per la diminuzione dell'iva sui canoni del gas, delle spese legali e di quelle per la gestione dei tributi.

I principali investimenti pervisti per il 2019, infine, riguarderanno l'eliminazione di barriere architettoniche (4.500 euro), la manutenzione straordinaria delle strade (81.800 euro), la manutenzione straordinaria della scuola "Ungaretti" (21.700 euro), il completamento della sistemazione della via Roma (73.200 euro), la manutenzione straordinaria della scuola "Rodari" (6.700 euro), la manutenzione straordinaria degli impianti sportivi (20mila euro), e la messa in sicurezza di strade e centro sportivo (70mila euro).

LE CRITICHE DELLE OPPOSIZIONI - Voto contrario da parte di Forza Italia ad un bilancio che «lascia ai cittadini un maggior costo senza neppure programmare un miglioramento dei servizi». «Ancora una volta si sta dimostrando quanto avevo anticipato qualche anno fa: il bilancio rispetta la forma ma continua a rappresentare un'amministrazione che rallenta, ed anzi si sta definitivamente bloccando - ha sottolineato il capogruppo Alberto Turturiello, nel cui mirino sono finite anche le società partecipate (ed in particolare gli accantonamenti per perdite di organismi partecipati) e l'assenza di opere per importi pari o superiori a 100mila euro nel programa triennale dei lavori pubblici -. L'equilibrio è raggiunto sulle spalle dei cittadini, che devono pagare nuove tasse e nuove imposte a fronte di servizi che nella migliore delle ipotesi rimangono inalterati. Il quadro ancora una volta si presenta desolante: il bilancio rispecchia l'equilibrio e i vincoli di finanza pubblica, ma questo Consiglio Comunale considera soddisfacente il modo in cui si arriva a questi risultati? I cittadini della nostra comunità cosa dicono dell'ulteriore richiesta che facciamo loro senza un corrispondente incremento di servizi? Ho paura che questa amministrazione si stia avvicinando a concludere la propria esperienza lasciando un'eredità difficilissima di gestione. In occasione di precedenti discussioni in tema di bilancio di previsione, purtroppo, avevamo, senza capacità divinatoria ma leggendo solamente i numeri, previsto questo disastro, ma questo purtroppo non costituisce, almeno per me, motivo di soddisfazione. Avrei preferito essere smentito dai numero e da questa maggioranza, avrei preferito vedere un'amministrazione dinamica, in crescita, attenta ad un equilibrio sostanziale e non formale, che eroga servizi sempre migliori ai suoi cittadini, ma non mi pare che sia così».

Voto contrario anche dai banchi della Lega. «Speriamo che con questo bilancio questa amministrazione abbia toccato il fondo, da cui poter risalire - ha fatto eco al collega il capogruppo del Carroccio Carlo Tatti -. Si potrebbe sintetizzare il tutto con la frase: "Tasse, più tasse, e ancora più tasse". Nulla di nuovo all'orizzonte in termini di prospettive per il territorio, se non interventi di manutenzione ordinaria sempre più risicati, privi di qualsiasi programmazione, sparsi a macchia di leopardo e finanziati a pioggia. Così le strade, gli edifici e il verde pubblico appaiono sempre più elementi abbandonati al loro destino. L'unico intervento di cui esista un autentico e vero progetto, la riqualificazione dell'area verde del Campaccio, quella del due di picche in risposta alla richiesta di finanziamento regionale, è poi finita nel dimenticatoio, a tenere compagnia alle tante chiacchere del programma elettorale. Crediamo che nemmeno il più disgraziato dei comuni commissariati possa vantare un programma di investimenti più scarno e misero. Forse anche perchè la razionalizzazione delle spese negli ultimi sette anni non è stata avviata. Ultimi esempi lampanti, gli affidamenti diretti, senza progetto alcuno, degli appalti di via Roma e della pseudo pista ciclabile di via del Campaccio. Troppa briga invitare due o tre ditte per spuntare un prezzo migliore? I Comuni limitrofi promuovono progetti, svincolando risorse ed ottenendo anche finanziamenti per riqualificare il proprio patrimonio ed il proprio territorio: qui latitano anche le idee su quali progetti avviare».

(Leda Mocchetti)