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Parabiago, è ancora stallo in consiglio: Ghiani scrive al Prefetto

Quarta seduta del consiglio comunale di Parabiago per eleggere il suo nuovo presidente dopo la morte di Franco Borghi e quarta occasione mancata. La maggioranza, ancora una volta, non si presenta in aula. E, ancora una volta, tutto si chiude con un nulla di fatto e un rimando a data da destinarsi.

Il copione è ormai lo stesso: il consiglio comunale di oggi, sabato 10, era convocato per le 10. Si siedono tra i banchi dell'opposizione i consiglieri Christian Vitali (M5S) e Alessandra Ghiani, Giorgio Colombo e Anna Maria Cogliati (centrosinistra). A tenere la seduta il consigliere anziano Ulisse Cherubelli (Lega), che fa le veci del presidente del consiglio in attesa della nuova nomina. Nessuno tra i banchi della maggioranza. Si attende un'ora nel caso dovesse presentarsi in aula qualcuno tra gli eletti delle forze di governo in modo tale da poter iniziare la seduta. Ma non succede. In Comune si vede solamente il consigliere del Carroccio Luca Ferrario, che però non prende parte alla seduta. Il consiglio è tolto.

E se il pentastellato Christian Vitali torna a chiedere le dimissioni dell'amministrazione, Alessandra Ghiani (Noi democratici impegnati) ha presentato una segnalazione alla Prefettura di Milano per cercare di sbloccare la situazione. Ghiani chiede che «vengano assunti, se del caso e per quanto di competenza, gli opportuni provvedimenti» poichè ormai, dopo quattro sedute, non è bloccata solo la nomina del presidente del consiglio, ma anche tutte le altre decisioni che il parlamentino deve prendere. Se non si supera questa empasse è impossibile procedere con la discussione e la votazione di qualsiasi altro documento. Come spiega Ghiani, infatti, questa situazione ha «un impatto sulla città e sull'espletamento corretto di quella che dovrebbe essere la funzione del consiglio comunale. Pur non rietrando tra le fattispecie tipiche - immagino non ci siano stati molti precedenti simili in altri Comuni - abbiamo ritenuto come centrosinistra di segnalare al Prefetto la situazione perchè non è possibile tollerare ulteriormente che ci sia un blocco dei lavori del consiglio comunale, con le ricadute che si hanno sulla città. La condotta dei colleghi di maggioranza, più andiamo avanti, più riveste dei profili di gravità etica, politica e amministrativa. E' opportuno che in qualche maniera la cosa si sblocchi».

(Chiara Lazzati)