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Anche Canegrate sospende il decreto Salvini

Canegrate "boccia" il decreto Salvini. Come Bologna, Torino e Firenze, la cittadina dell'Alto Milanese amministrata da Roberto Colombo si è schierata contro il documento (approvato invece ieri dal Senato con 163 sì e 59 no) e le sue ultime disposizioni riguardo a sicurezza e immigrazione. Tasto dolente, secondo la maggioranza di governo di Canegrate Insieme, è soprattutto il depotenziamento dello Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, metodo di accoglienza diffusa finora privilegiato dagli enti locali in quanto prevede oltre a scuola di lingua italiana anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico. Con il decreto Salvini questo percorso sarà riservato solo ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati. Esclusi i richiedenti asilo, che dovranno essere ospitati nei Cara, centri di accoglienza richiesdenti asilo.

Favorevoli alla mozione che impegna l'amministrazione a chiedere la sospensione degli effetti del decreto legge tutti i rappresentanti della maggioranza. Tre i voti contrari dall'opposizione (Fornara, Manzalini, Sormani di Cambiamo Canegrate) e un astenuto (Conti di Cambiamo Canegrate). Assente Padula di Forza Italia.

LA POSIZIONE DELLA MAGGIORANZA - Canegrate Insieme, che ha presentato la mozione in consiglio, attraverso la sua capogruppo Sara Lurago ha spiegato i perchè della sua contrarietà al decreto: la riduzione del diritto di asilo, il ridimensionamento dello sprar e il raddoppio del tempo di permanenza nei centri per i rimpatri da 3 a 6 mesi. Tutti questi, secondo Canegrate Insieme - che condivide i dubbi sollevati dall'Associazione Nazionale Comuni Italiani - , sarebbero «passi indietro rispetto alla normativa precedente». Forte la critica al decreto Salvini anche da parte dell'assessore alle politiche sociali Franca Meravigliapassi indietro rispetto all'accoglienza diffusa e al sistema sprar, che è il metodo di accoglienza preferito dai Comuni. Così ricadono altri costi sugli enti locali»), del consigliere Gianluca Pessoni decreto legge con dietro tanta ideologia») e del sindaco Roberto Colombo. Il primo cittadino ha contestato in particolar modo il ridimensionamento dello sprar, «il sistema che più funziona e che più è onesto perchè dietro non ha le vergogne commesse da alcune cooperative o privati».

LA RISPOSTA DELLA MINORANZA - A dare voce al disaccordo con la forza politica che guida il Comune è stato Christian Fornara, consigliere di Cambiamo Canegrate e segretario cittadino della Lega. Fornara ha contestato i dubbi sollevati dalla maggioranza: «i permessi umanitari saranno categorizzati, l'ampliamento a 6 mesi è per avere risposte dagli Stati esteri, si è ampliato il novero di reati per togliere il permesso di soggiorno aggiungendo omicidio e stupro. Il testo approvato oggi (ieri, mercoledì 7, ndr) è stato emendato e migliorato, ma di base è un buon testo. Trovo questo ordine del giorno un po' superficiale e poco serio. E' un ordine del giorno politico». A margine del consiglio comunale, alla voce del Carroccio si è aggiunta quella del rappresentante cittadino di Fratelli d'Italia Francesco Capriglione, che ha rivendicato la bontà del decreto Salvini, seppur migliorabile, e ha aggiunto: «probabilmente la maggioranza non ha letto il decreto». Sia Fornara che Capriglione, poi, hanno lamentato il tempismo della presentazione della mozione, «ormai superata dall'approvazione in Senato» e dalle modifiche apportate al decreto. Proprio questo è stato il motivo dell'astensione del consigliere di opposizione Diego Conti, capogruppo di Cambiamo Canegrate.

COSA C'E' NEL DECRETO SALVINI - Il decreto Salvini sulla sicurezza prevede un giro di vite stretto su più temi, in particolar modo l'immigrazione. Tra le altre misure adottate: eliminati i permessi di soggiorno umanitari, sostituiti da permessi speciali temporanei, prolungato il tempo di permanenza nei centri per i rimpatri che aumenta da 3 a 6 mesi, la domanda di asilo viene sospesa in caso di condanna in primo grado per reati gravi come omicidio o violenza sessuale, revocata la cittadinanza italiana a chi viene condannato in via definitiva per terrorismo, taser alla Polizia Locale di Comuni con più di 100mila abitanti, daspo urbano ampliato, inasprimento delle pene per chi occupa abusivamente immobili, e possibilità di utilizzare il braccialetto elettronico anche nei confronti degli imputati dei reati di maltrattamento in famiglia e stalking. Per tutte le modifiche nel dettaglio al decreto sicurezza, rimandiamo a questo articolo di Internazionale.

(Chiara Lazzati)