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Parabiago, un altro consiglio comunale segnato dalle assenze

Ancora assenze tra i banchi del consiglio comunale di Parabiago. Tre su cinque consiglieri della Lega, forza di maggioranza nonchè stesso partito del sindaco Raffaele Cucchi, hanno disertato la riunione del parlamento cittadino di ieri sera, lunedì 28. A mancare all'appello la capogruppo Stefania Zerbini (assente giustificata per motivi di salute) e i consiglieri Paolo Rimoldi e Giorgio Pattarello (dimessosi, con una lettera, dal ruolo di presidente della commissione "istruzione, cultura, diritto allo studio e sport" e da membro delle commissioni "Formazione e aggiornamento giudici popolari" e "Affari istituzionali e generali, bilancio e programmazione e finanze" per motivi personali). Assenti giustificate, poi, la consigliera PD Laura Schirru e il vicesindaco Adriana Nebuloni.

MANCA IL NUMERO LEGALE: CONSIGLIO RIMANDATO. Dopo l'approvazione dei verbali dei consigli comunali precedenti, il colpo di scena: i consiglieri di opposizione si sono alzati dai loro banchi per andarsi a sedere tra le fila del pubblico. In questo modo è venuto a mancare il numero legale per proseguire con la discussione degli altri due punti all'ordine del giorno. Le minoranze hanno deciso di compiere questo gesto per mettere in risalto i problemi interni alla maggioranza, divisa ormai da mesi e con costanti problemi di presenze in consiglio comunale. Mancato il numero per proseguire, quindi, il consiglio comunale è stato riconvocato per domani, mercoledì 30.

IL CONSIGLIERE M5S VITALI IN "STAND BY". Ma questo non è stato l'unico colpo di scena della breve seduta di ieri sera. Il consigliere pentastellato Christian Vitali ha annunciato la decisione di rimettere il suo mandato al suo gruppo, dando 15 giorni di tempo agli attivisti per valutare la questione.  «In attesa - ha fatto sapere Vitali - continuo a portare avanti il lavoro da consigliere comunale portando con enorme orgoglio il simbolo». Il tutto nasce da due visioni differenti in merito alla situazione politica nazionale. «L'alleanza con la Lega è stata da me sempre criticata, in quanto non coerente con la linea pre elettorale. Dovevamo parlare solo di temi e programmi, ma alla fine si è parlato anche di poltrone - ha spiegato il consigliere grillino -. Mi sono imposto a non fare un gazebo con la presentazione del contratto di governo, ricevendo le giuste critiche dal gruppo che mi supporta, ma penso e ritengo che la faccia che mettiamo costantemente nelle piazze della citta sia da salvaguardare per mantenere la credibilità che abbiamo acquisito in questi anni. Rimango dell'idea che il sistema partitico sia fallito, e che il Movimento sia l'unico effettivo argine per cambiare un sistema malatissino. Rimango dell idea che il motto "O noi o loro" sia più che mai da far sentire. Non può esistere "O noi o (un po' di) loro", neanche in un sistema proporzionale».

(Chiara Lazzati)