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Consiglio nell'unica data difficoltosa per la minoranza: opposizione si astiene dal voto

Consiglio comunale a numeri ridotti a Rescaldina. Venerdì sera, «per la maggior parte a causa di impegni lavorativi» erano assenti i capigruppo Bernardo Casati (Casati sindaco), Gilles Ielo (Vivere Rescaldina, arrivato in conclusione di serata), Massimo Oggioni (Movimento 5 Stelle) e Maurizio Turconi (Gruppo misto). Nonostante la problematica fosse stata fatta notare per tempo a sindaco e presidente del consiglio comunale, si è deciso comunque di convocare la riunione del parlamento cittadino per questa data. Una scelta che ha creato non poco scontento tra le minoranze e ha scatenato la protesta: i consiglieri di opposizione che sono riusciti a essere presenti (Gianluca Crugnola, Paolo Magistrali e Ferdinando Tripepi) hanno deciso di partecipare alle discussioni, ma di non prendere parte ad alcuna votazione.

«Riteniamo l'atteggiamento adottato da questa amministrazione e in particolare dalla presidente del consiglio comunale inappropiato e sicuramente lontano dal senso istituzionale che dovrebbe essere proprio di una amministrazione comunale» ha esordito Gianluca Crugnola (Noi X Rescaldina) a nome di tutte le opposizioni presenti in consiglio, che ha poi lamentato come il ruolo dei consiglieri di minoranza sia stato sminuito dalla presidente del consiglio, aggiungendo: «Abbiamo dato disponibilità su tutte le sere infrasettimanali e perfino al sabato. Ma la presidente ha proceduto comunque a convocare tale seduta proprio per il 20 ottobre, nonostante sapesse con anticipo e come ribadito alla conferenza del 12 ottobre che tale data sarebbe risultata difficoltosa per ben 5 capigruppo su 6, compreso il capogruppo di maggioranza e per la maggior parte a causa di impegni lavorativi. Si sarebbe potuto quindi anticipare la seduta in data infrasettimanale o posticiparla alla data successiva, visto che come confermato in commissione affari generali dell'11 ottobre non vi erano per altro scadenze improrogabili».

Ma proprio qui sta il nodo della questione secondo la maggioranza di Vivere Rescaldina: tempistiche da rispettare c'erano e provvedimenti come l'approvazione del Piano Diritto allo Studio non potevano aspettare. «C'erano davvero dei tempi da rispettare - la risposta della presidente - e io, fino a questo momento, e penso anche nei mesi a venire, sono stata e sarò sempre garante di tutti, maggioranza e minoranze, come ho sempre detto già dal lontano 2014».

Approvato dalla sola maggioranza di Vivere Rescaldina, dunque, il piano diritto allo studio 2017-2018, il documento che traccia le linee della distribuzione delle risorse e della progettazione di tutti i servizi scolastici ed educativi presenti sul territorio. Per descrivere il piano l'assessore all'istruzione Elena Gasparri ha usato tre parole chiave: collaborazione, trasparenza e riorganizzazione. Il piano è stato redatto in modo collegiale con le scuole, ascoltando i bisogni degli istituti. Nonostante non abbiano preso parte alla votazione finale, le minoranze hanno detto la loro sul piano. Gianluca Crugnola (Noi X) ha valutato positivamente il documento, parlando di «un progressivo miglioramento del piano diritto allo studio, con progettazione e rendicontazione sempre più puntuali, nonostante rimangano alcuni aspetti da approfondire». Paolo Magistrali, invece, ha lodato la tradizione di Rescaldina nell'investire sulle scuole, citando anche alcune cifre del piano approvato: 300mila euro per l'assistenza disabili, 30mila per quella psicologica, 62mila per il pre e il post scuola, 10mila per gli arredi e 24mila per l'acquisto dei libri di testo. L'ex sindaco, però, ha detto di rimanere «un po' critico sulla parte progettuale».

(Chiara Lazzati)