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"Capitan Marvel", tra il 6 e il 6,5

 Manca poco più di un mese all’uscita di quello che i rumors definiscono uno tra i film più epocali della moderna storia cinematografia, Avengers: Endgame. Per addolcire il countdown dei fans arriva nelle sale l’ultimo tassello dell’atto finale del mondo Marvel, Capitan Marvel.
Andiamo subito alla domande: dopo 21 film ispirati ai fumetti marveliani, è il solito cinecomic? È una pellicola dai toni soft con le solite battutine qua e là per alleggerire l’artmosfera? La commedia con super effetti ed un protagonista milionario che se la mena? È un alieno che decide di prendere residenza sulla terra e ci salva da qualche entità pericolosa?
Più o meno.

La storia che ci viene racconta vede protagonista Carol Danvers, interpretata dalla premio Oscar Brie Larson, alla ricerca del suo passato. La ragazza ha perso la memoria, viene addestrata dai Kree, un popolo alieno in conflitto con gli Skrull. Dopo una missione di recupero ahimè finita male, Vers giunge sul pianeta azzurro, in America eh. Mai una volta che un supereroe cada dalle parti di Legnano, per dire.
Una volta sulla terra l’eroina incontra Nick Fury, un agente dello Shied interpretato dal sempre solido Samuel L. Jackson. Quest’ultimo aiuterà la ragazza nella ricerca delle risposte sul suo passato.

Ho aspettato con un certo entusiasmo questo film. Ammetto che del personaggio fumettistico non sapevo molto. Non è certo famosa come altri suoi colleghi, vedi Iron Man o Hulk per citarne due.

Detto questo, la pellicola si presenta come un mix tra Star Wars e Memento. È chiaro, sto scherzando, ma non ci vado molto lontano. Lo scontro fra creature spaziali, la nostra protagonista è alla ricerca del suo passato e lo fa pezzo per pezzo, giusto le caratteristiche dei due film sopraccitati.

Per quanto mi riguarda questo film è drammatico con alcuni rimandi alla commedia sparsi qua e là, il marchio di fabbrica della Marvel.

Questa caratteristica l’ho apprezzata. È una pellicola che si muove bene tra i toni maturi. Considerando che questo film arriva dopo altri venti cinecomic in cui bene o male lo spartito è sempre lo stesso, fa piacere vedere un film che ha puntato meno sull’aspetto commedia e più su quello serio.

Ora, non pensate che Capitan Marvel sia ai livelli di un Star Wars: Rouge One. Ha buone frecce nel suo arco.
Come ogni cinecomic che si rispetti, ci deve essere un protagonista con la P maiuscola, di solito un grande trascinatore dalla forza non indifferente. Personalmente non ho trovato nella Danvers un’eroina particolarmente esaltante. Il carisma l’ho trovato un po’ spento e non balza in alto nella classifica dei migliori personaggi del Marvel Studios. Insomma, la ragazza dimostra d’avere un carattere simpatico ed ironico, ma bisogna tirarlo fuori ancora di più e sottolinearlo bene, ci sarà un motivo se tutti amiamo Tony Stark.

Per quanto riguarda i poteri, mi sembra che abbiamo davanti uno dei personaggi più forti che siano mai stati portati sul grande schermo.
Thanos è avvisato. Ne vedremo delle belle tra qualche settimana in Endgame.

Il film si colloca tra il 6 e il 6.5.

Capitan Marvel ha un potenziale enorme, ma non ci viene dato tutto quello che ci saremmo aspettati, o almeno credo.
Come sempre, solo il futuro ci saprà dare delle risposte.

(J.J. Bustamante)