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Munafò: "Solo in caso di promozione potrei restare presidente"

    Giovanni Munafò lascerà la presidenza de Legnano Calcio. La comunicazione sul sito della società ha sorpreso un po' tutto l'ambiente.
Motivo della decisione, nuove critiche al suo operato e a quello della squadra: "critiche illogiche - scrive Munafò - come se alcuni pseudo tifosi non aspettassero altro che uno scivolone per sfogare le proprie frustrazioni".
A fine anno, Munafò cederà la società a chi, "avrà voglia di andare avanti con la stessa serietà e passione che abbiamo avuto sino a oggi e che avremo fino alla fine della stagione".
Il presidente assicura inoltre che tutti gli impegni assunti con collaboratori, tecnici e giocatori saranno puntualmente rispettati e che "l'obiettivo della promozione resta immutato".


Qualcuno a Legnano potrebbe dire che la notizia apparsa ieri sera sul sito dell’A.C. Legnano della cessione societaria a fine stagione da parte dell’attuale presidente Giovanni Munafò sia il classico fulmine a ciel sereno ed invece no, Giovanni questa decisione l’ha ponderata con attenzione insieme a tutta la sua famiglia, dopo la sconfitta casalinga col Mariano. Le cause non stanno certo nella battuta a vuoto peraltro giunta dopo undici risultati utili consecutivi ma nel clima di insofferenza e di frustrazione che si è manifestato al termine del match, dove alcuni pseudo tifosi hanno attaccato sia i vertici societari che l’allenatore dei lilla Giuseppe Fiorito. Una contestazione assurda, quella portata da questo sparuto gruppo di persone che evidentemente non sanno o non ricordano quanto la famiglia Munafò ha fatto per risollevare dalla polvere la gloriosa casacca lilla.

   E’ lo steso presidente dell’A.C. Legnano a ricordacelo, il suo è uno sfogo più che un’intervista che personalmente non può che trovarci completamente d’accordo su tutti gli aspetti da lui toccati: “La decisione è presa, a fine stagione lascio la società, queste contestazioni fanno male, domenica c’è stato l’ennesimo episodio di contestazione, un attacco che si commenta da solo. Certo, la maggioranza dei tifosi è dalla nostra parte, vedi la curva ed i tanti tifosi che ci sostengono continuamente ma quando si passa ad offese di carattere personale anche se i facinorosi sono pochi, le loro parole lasciano il segno”.

Cosa potrebbe farti cambiare idea?

“Se riuscissimo a conquistare la serie D probabilmente rivedrei la mia posizione, in ogni caso lavorare in un ambiente in cui manca la serenità e la tranquillità non è cosa facile. Se la serie D dovesse arrivare sono convinto che quelli che oggi ci attaccano troverebbero ulteriori motivi per continuare a farlo visto che il nostro obiettivo potrà essere solo quello di fare un campionato onorevole”.

Ci si chiede del perché di queste contestazioni, tu che idea ti sei fatto?

“Veniamo accusati di aver allestito una squadra senza punte, forse lor signori non ritengono sufficienti attaccanti del calibro di Grasso, Crea, Giardino, Mazzini, senza dimenticare giovani di belle speranze come Frau e Brusa. L’infortunio di Mazzini ci ha privati di una pedina importante che noi non potevamo assolutamente prevedere, ritengo che chi ci offende lo faccia senza argomenti e senza logica. Dire poi che Fiorito abbia finito il suo credito con la fortuna non si debba nemmeno commentare, Giuseppe ha saputo dare gioco e compattezza alla squadra”.

Giovanni Munafò chiude questa sua chiaccherata con argomenti inoppugnabili: “Chi ci critica dimentica quello che abbiamo fatto per il Legnano e la maglia lilla, riportare il calcio in una città che rischiava di rimanere senza la sua squadra simbolo, quando Cappelletti venne da me per chiedere la mia disponibilità, il Legnano era sull’orlo del baratro, abbiamo sistemato a 360 gradi la società e fatto tornare la passione nei tifosi, abbiamo trovato sponsor e amici che ora però rischiano di lasciarci visto il clima che regna sulle tribune del Mari. Non seguirò più la squadra in trasferta, vedrò cosa fare per le partite casalinghe ed in ogni caso cercherò di dare il Legnano a persone serie ed affidabili”.

     Tutto ci saremmo aspettati a poche giornate dal termine del campionato e con i lilla secondi in classifica ed in piena lotta promozione, fuorchè di dover scrivere un pezzo come questo. Vero è che il calcio dilettantistico ormai appassiona sempre meno ma è altrettanto vero che un patrimonio come quello che è la storia calcistica del Legnano non può e non deve morire a causa di poche persone più interessate alla critica fine a se stessa che al sostegno della squadra. Isolare questi pochi facinorosi potrebbe essere la chiave di svolta per poter far tornare sulle proprie decisioni il numero uno lilla, ci sarà bisogno di tutti coloro che hanno a cuore le vicende del calcio legnanese. Mollare ora potrebbe voler dire addio ad un sogno che per tanti legnanesi si stava tramutando in realtà.

(Sergio La Torre)