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Nazionale, rinasci come hanno fatto i lilla

E così, dopo quasi sessant’anni dall’ultima ed unica esclusione ai mondiali, datata 1958, l’Italia calcistica non parteciperà alla fase finale dei campionati del mondo di calcio che si disputeranno l’anno prossimo in Russia.

Un’esclusione peraltro annunciata, frutto di una mancata programmazione che dura da ormai un decennio, in pratica dal mondiale vinto nel 2006, oltre che da una totale mancanza di giocatori in grado di fare la differenza in campo e fuori. Ma questa è pura retorica e noi non vogliamo ripetere le frasi trite e ritrite che si leggono un po’ ovunque, qui si vuole fare un’analisi che per certi versi noi legnanesi siamo in grado di fare perché abbiamo vissuto sulla nostra pelle cosa vuol dire passare dalla gloria alla polvere nel giro di pochissimo tempo.

Era l’estate 2010 quando la disastrosa gestione di Tarabbia & C. ci vide sparire di colpo dal panorama calcistico nazionale, una radiazione anche quella annunciata, giunta peraltro al termine di una stagione esaltante, con una squadra che sfiorò la promozione nell’allora serie C1. Da allora ad oggi, dopo la rifondazione avvenuta due anni più tardi, un susseguirsi di dirigenze in alcuni casi inadeguate ha riportato il Legnano Calcio ad un livello accettabile coinciso però con la retrocessione dalla serie D all’Eccellenza dopo una gestione anche qui assai discutibile, Solo ora, con la famiglia Munafò al timone della nave lilla, le cose sembra stiano prendendo una giusta piega, con una programmazione che parte dal settore giovanile, affidata a persone capaci e competenti.

La stessa cosa è avvenuta per la nostra Nazionale e per il calcio azzurro in generale, affidato a dirigenti improvvisati, bravi solamente nel cercare di alzare il più possibile l’esborso delle Pay TV per incassare più denaro possibile. Il calcio? Solo un fastidioso contorno, fatto di presidenti impresentabili, di più chiacchere che fatti, di giocatori super pagati, ecc. ecc.

Rinascere, da qui l’aggancio coi lilla, non sarà cosa semplice, per rifondare un movimento si devono avere idee chiare e persone capaci, cosa che nel calcio italiano pare manchino del tutto. A Legnano, una piccola realtà, ci sono voluti quasi sette anni per trovare un presidente degno di tale nome, quanti ce ne vorranno per la nostra derelitta Italia?

Qui ci vorrebbe un Presidente della FIGC come Artemio Franchi, uomo dall’alto profilo morale, parola che però ormai ha perso del tutto il suo significato. Umiltà e lavoro questa la nostra ricetta se vorremo veder tornare il calcio quello di un tempo, altrimenti le nostre domeniche sarà meglio impiegarle con altri sport.

(Sergio La Torre)