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"Te vegni semper tardi"

  • LEGNANO
  • mercoledì 11 gennaio 2017
  • 964 Letture

“ Te vegni semper tardi!”
“Ancora con questa storia? Io lavoro!”
“ Lavurà , lavurà , voi teruni non conoscete il significato della parola – la/vo/ro-“
“ Sì, sarà come dice lei, ma come fa a stare appollaiato su quell’ improbabile sgabello per giovani?”
“ Dove mi siedo? Il bar è pieno come un uovo! Fa così freddo fuori che tutti se ne stanno qui quanto più è possibile!
"Su , donna, servimi un bicchiere di panna con la cioccolata , ma con poca aria neh!”
La barista mi guarda e sbotta ridendo : “ Se lo porti via, per favore, non è mica vero che con l’anno nuovo le cose vecchie vanno buttate via?
“ Ma no , fra poco le giornate si allungano e ritorniamo sulle panchine!”
“ Panchine, panchine, ma quali panchine? Senza lo schienale sono di una scomodità della madona!
 Diglielo tu ( rivolto a me) al sindaco ,quando riammoderna la piazza , che queste panchine vanno cambiate, fanno schi..!”

“ Va bene, un giorno o l’altro che lo incontriamo glielo diciamo insieme, contento?”
“ Ben ben , ma quell’altro che viene a guardare le tette della barista insieme con la sua tusa ( = badante!) dov’è finito, che son giorni che non si vede?”
“ Tette, tusa …che altra storia è questa , mister ?”
“ Niente, niente va’ in gjesa ti, che l’è meglio !”

Mariavittoria Riccio