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Chiusura della Carapelli: intervengono Borghetti e Cecchetti

Anche Carlo Borghetti e Fabrizio Cecchetti, rhodensi e consiglieri regionali, rispettivamente, di Partito Democratico e Lega Nord, intervengono sulla questione riguardante la prossima chiusura dello stabilimento Carapelli di Inveruno. La multinazionale attiva nel settore della produzione dell'olio, qualche giorno fa, ha infatti annunciato la messa in mobilità di 98 dipendenti su 136. Un vero e proprio preludio al licenziamento dovuto al trasferimento delle attività in Spagna, negli stabilimenti di Cordova e Malaga.

La buona notizia è che i rappresentanti dei lavoratori verranno ascoltati dalla commissione regionale Attività produttive e occupazione nella mattinata di giovedì 10 novembre, come confermato da Cecchetti: "Ringrazio il presidente della commissione Pietro Foroni per aver dato immediatamente la disponibilità ad ascoltare i lavoratori, segno della vicinanza di Regione Lombardia ai 98 dipendenti della Carapelli. Vedremo quali strumenti potrà mettere in campo la Lombardia anche in vista del tavolo ministeriale convocato il 17 novembre, consapevoli che occorrerà fare forti pressioni al Governo centrale che ha più competenze per intervenire sulla società. Se la multinazionale spagnola Deoleo dovesse chiudere lo stabilimento di Inveruno perderebbero il posto ben 210 persone tra attuali dipendenti e altri lavoratori dell’indotto: una perdita occupazionale inaccettabile per il nostro territorio. Oltretutto continuerebbe a essere venduto un marchio italiano storico che di italiano non avrebbe più nulla. Oltre al danno la beffa, per questi motivi dobbiamo fare di tutto per scongiurare la chiusura".

Anche Borghetti esprime la sua vicinanza a questi lavoratori e anticipa le prossime tattiche da seguire: "Sono intervenuto insieme ad altri colleghi regionali e parlamentari nel consiglio comunale aperto convocato dal sindaco di Inveruno Sara Bettinelli a fianco e a sostegno dei lavoratori della Carapelli di Inveruno: 98 lavoratori, cioè 98 famiglie, sono state messe in crisi dalla sera alla mattina, senza preavvisi, con una comunicazione di messa in mobilità. Inaccettabile che i proprietari spagnoli acquisiscano marchi come Carapelli, Bertolli e Sasso, si tengano il marchio, producano altrove, e lascino a casa i lavoratori italiani... E li chiamano imprenditori?! Proporremo una mozione unitaria, con il collega Fabrizio Cecchetti e gli altri colleghi, in consiglio regionale, settimana prossima, per chiedere a Regione Lombardia e al Governo di fare tutto il possibile per costringere l'azienda a fare retromarcia. È quello che possiamo fare come consiglieri regionali, in aggiunta alla interrogazione parlamentare depositata da Vinicio Peluffo e Matteo Mauri, deputati del Pd".

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(Stefano Dattesi)