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09.feb.10 - LA DEMENZA SENILE NEGLI INCONTRI DI IFORMASALUTE A CASTELLANZA
Notizia inserita martedì 09 febbraio 2010 - 01:14:39  

Il percorso intorno alla prevenzione avviato da “Informasalute – incontri per conoscere, preferire e curare”, Il ciclo di conferenze voluto dal comune di Castellanza in collaborazione con le maggiori realtà sanitarie del territorio, approda intorno ad una delle questioni di maggiore impatto nella vita quotidiana di una famiglia: il rapporto con le persone anziane nel momento in cui si avverte il declino delle loro facoltà neurologiche.

“Quando la mente si smarrisce: approccio al malato con demenza” è il titolo dell'incontro che si terrà giovedì 18 febbraio alle 21 alla sala congressi del Ce.S.I.L. A parlarci di questo importante argomento saranno la dr.ssa Donatella Nava, Medico e Direttore della Fondazione Centro Assistenza Anziani "Giulio Moroni Onlus" e la dr.ssa Chiara Mazzetti, Geriatra e Responsabile presso la medesima struttura.

Aterosclerosi, demenza senile, morbo di Alzheimer sono patologie diverse per natura, cura e sviluppo clinico, ma accomunate da un'unica caratteristica invalidante: il declino delle facoltà intellettuali e più in generale cognitive.

E' esperienza comune quella del nonno che va “fuori di testa”: una autentico disastro non solo per la persona che subisce la malattia, ma anche per il suo contesto familiare che si trova a non riconoscere più, e quindi a non sapere più aiutare, una persona che non solo non è più in grado di badare a se' stessa, ma spesso non è nemmeno più capace di superare le più piccole sfide cognitive che ogni giorno ognuno di noi affronta (ma che soprattutto, la stessa persona fino padroneggiava fino a poco prima), tanto da arrivare a non avere più ricordo o coscienza della propria vita e dei propri cari. Perché la maggiore difficoltà di fronte ad una persona con questo tipo di patologie consiste proprio nella valenza socio-relazionale della malattia: coloro che  quotidianamente vivono vicini a questo tipo di malato spesso tendono a relativizzare la reale entità del suo decadimento, considerandolo in talune sue espressioni quasi un capriccio, un vezzo infantile nell'ambito del luogo comune dell'anziano che si mette a fare il bambino.

L'incontro di giovedì servirà proprio  questo: a fare chiarezza sulle situazioni di disagio neurologico determinate da un quadro clinico significativo, indicando come riconoscerle, come intervenire e come relazionarsi. Perché la chiave di accesso per il recupero del rapporto con la persona, nella sua oggettiva mutata condizione esistenziale, consiste proprio nella comprensione che parte dalla conoscenza.




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